Di Maio: il nostro programma, se no al voto. Pd: incomprensibile

Di Maio: il nostro programma, se no al voto. Pd: incomprensibile

Roma, 30 ago. (askanews) – Proprio quando il governo giallo-rosso sembrava vicino, la partita torna a farsi difficile. Le ultime due delegazioni ricevute dal presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, Pd e M5S, potenziali contraenti del patto di maggioranza per il nuovo esecutivo, appaiono ancora molto distanti. Soprattutto i pentastellati, con un Luigi Di Maio che mette paletti precisi per la nascita di un Conte bis: “I nostri punti di programma sono chiari. Se entreranno nel programma di governo, allora si potrà partire. Altrimenti sarà meglio tornare al voto e aggiungo il prima possibile”.

Di Maio torna quindi a dettare condizioni, che il Pd, attraverso il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio ha definito “ultimatum inaccettabili”. “Di Maio è incomprensibile”, ha commentato la vicesegretario, Paola De Micheli, “sembra il gioco dell’oca, si torna indietro”.

Poco prima di Di Maio, il segretario del Pd Nicola Zingaretti con Conte aveva parlato di lavoro, scuola, sanità e taglio delle tasse come loro punti fondamentali. Ma un altro scoglio tra Pd e 5S è il decreto sicurezza.

La partita insomma resta ancora in bilico. E se Fratelli d’Italia ha promesso una “dura opposizione”, Berlusconi ha parlato del possibile governo come di “un’aberrazione” e ha attaccato la Lega: la proposta di risuscitare l’esperienza gialloverde – ha detto il leader di FI – rappresenta per noi un problema politico serio, così si è consegnato il Paese alla sinistra”.

Dopo le consultazioni il presidente Conte non ha rilasciato dichiarazioni. Ora la patata bollente è tutta sua.