Di Maio: "Italia oggi si rialza anche grazie ad amici come la Francia"

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"L'Italia oggi torna a camminare sulle sue gambe e se oggi l'Italia si rialza è anche grazie a Paesi amici come la Francia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una conferenza stampa con il collega francese Jean Yves Le Drian, sottolineando come la sua visita a Roma, nel giorno dell'apertura delle frontiere, rappresenti "un ulteriore attestato di vicinanza da parte francese". 

"L'Italia per rilanciare anche la propria economia interna ha scelto come data di apertura quella odierna ma ci aspettiamo reciprocità da tutti Paesi Ue - ha scandito Di Maio - siamo stati i primi a essere colpiti dalla pandemia ma oggi i nostri dati sono più confortanti di quelli di tanti altri Paesi". 

"Quello che ci aspettiamo - ha insistito il titolare della Farnesina - è prima di tutto la reciprocità e rispettiamo che il 15 giugno sia diventato il D Day del turismo europeo, perché come diceva Le Drian i tempi con cui siamo entrati in questa pandemia sono stati diversi. Oggi l'Italia riapre e riapre soprattutto la mobilità fra le regioni, che era fondamentale per poter ospitare persone che venivano da altri Paesi europei". E "miriamo al fatto che il 15 giugno ci sia reciprocità nel senso che altri Paesi consentano ai cittadini italiani di poter andare lì ed ai cittadini europei che vengono qui di poter tornare nei propri Paesi senza fare la quarantena".  

"Noi siamo sempre stati trasparenti - ha rivendicato Di Maio, ringraziando il collega di Parigi, perché la Francia non ha mai chiuso le frontiere con l'Italia per "il suo spirito di amicizia e disponibilità" - Italia, Francia e Germania si sono distinte in questa emergenza per l'accuratezza con cui hanno informato i proprio partner". 

Il titolare della Farnesina ha inoltre riaffermato di "credere fortemente nello spirito europeo", nella convinzione che "ogni approccio individualistico possa recare un danno all'immagine stessa della Ue e alimentare un clima di tensione interno che va contro il principio di un rafforzamento della nostra comunità".  

Il ministro degli Esteri ha poi sottolineato che sul turismo "occorre definire criteri e regole uniformi per la mobilità via aria, via terra e via mare per garantire viaggi sicuri e senza interruzioni". 

Di Maio ha anche detto che l'Austria è disponibile "ad un confronto tra i ministeri della Salute sui dati epidemiologici", al termine del quale "potrà essere più chiaro il punto della riapertura" con l'Italia. Il ministro degli Esteri ha avuto un colloquio con il collega di Vienna, dopo che l'Austria ha fatto sapere che da venerdì avrebbe riaperto i confini con i Paesi vicini, ma non con l'Italia.  

Dopo aver ribadito che i corridoi turistici rappresentano "una discriminazione" e ricordato che "non dobbiamo crearne di impliciti, per cui si sconsiglia un viaggio in un Paese e si consiglia in un altro", Di Maio, parlando dell'Austria, ha spiegato: "Conveniamo sul fatto che dopo un confronto tra i ministeri della Salute sul dato epidemiologico dell'Italia potrà essere più chiaro il punto della riapertura, perché l'Italia potrà mostrare i propri dati e dimostrare che la situazione oggi nelle nostre regioni è migliore di alcune parti dell'Europa".  

"Ho registrato disponibilità a fare confrontare i nostri ministeri della Salute sui dati epidemiologici - ha detto ancora il titolare della Farnesina - ed il ministro austriaco (Alexander Schallenberg) mi ha chiamato per dirmi che la decisione non è definitiva, ma che nei prossimi giorni torneranno sul tema della riapertura con l'Italia". 

A fine giornata in un post su Facebook Di Maio ha scritto: "È stata una giornata molto intensa. Ho accompagnato il ministro francese Le Drian a conoscere la nostra Protezione civile. Ho avuto modo di sottolineare l’immenso lavoro portato avanti dal dipartimento diretto da Angelo Borrelli e ho ringraziato anche il commissario Domenico Arcuri per aver gestito questa emergenza con grande impegno. Subito dopo al ministero degli Affari Esteri abbiamo fatto il punto su importanti dossier internazionali, come i flussi turistici e il conflitto in Libia. Il collega Le Drian mi ha confermato che non ci sarà nessun blocco verso l’Italia". 

"Abbiamo chiuso la giornata in un ristorante al centro di Roma, da 'Luciano cucina italiana', uno dei tanti vanti del nostro Paese. Lo chef, Luciano Monosilio, è considerato il re della carbonara. L’Italia va vissuta e amata. Il nostro Made in Italy è motivo d’orgoglio per tutti noi. Ricordiamocelo sempre", ha concluso.