Di Maio: M5s non è più diviso che in passato

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Roma, 4 nov. (askanews) - "Qualunque cosa faccia, per alcuni è sempre troppo". Così Luigi Di Maio nel nuovo libro di Bruno Vespa "Perché l'Italia diventò fascista (e perché il fascismo non può tornare)", in uscita mercoledì 6 dicembre da Mondadori/ Railibri, risponde ad una domanda sulla difficoltà di conciliare il ministero degli Esteri con la guida del Movimento.

"Il Movimento - osserva - non è più diviso di quanto lo fosse quando eravamo alleati con la Lega. Ha tre anime: i postideologici (categoria alla quale nel libro di Vespa Di Maio dice di appartenere, ndr) che non si sono mai riconosciuti in un'alleanza piuttosto che in un'altra, i delusi di destra e i delusi di sinistra. In un dibattito politico che va polarizzandosi sempre di più non è facile tenere insieme le diverse sensibilità. Ci siamo dimenticati delle divisioni su Virginia Raggi? E delle polemiche del passato su Beppe Grillo e, soprattutto, su Gianroberto Casaleggio? A Gianroberto ne hanno fatte passare di tutti i colori, soprattutto negli ultimi due anni di vita".

Il Movimento sta cambiando? chiede Vespa. "Certamente. Prima i nostri militanti erano in gran parte giovani, adesso ci sono moltissimi ultracinquantenni. Per questo stiamo attuando una nuova organizzazione. Diciassette persone avranno ruoli nazionali organizzativi e tematici, assumendo una parte rilevante degli attuali poteri del capo politico".