Di Maio a Matteo Renzi: “Chi tradisce si prende le sue responsabilità”

di maio renzi

Il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico si preparano per cominciare una legislatura di governo insieme. Purtroppo, però, ancora prima di formare il nuovo esecutivo, le due fazioni si scontrano. Luigi Di Maio attacca Matteo Renzi parlando di responsabilità: “Chi tradisce si prende le sue responsabilità” chiarisce il capo politico di M5s. Riguardo la crisi di governo innescata da Matteo Salvini, invece, ribadisce: “La crisi di questo agosto deve essere un monito per chi vuole usare il popolo per interessi elettorali”. Vediamo i rapporti tra i pentastellati e i dem: in particolare lo scontro tra Di Maio e Renzi.

Di Maio avverte Renzi

L’esecutivo giallo rosso potrebbe nascere nelle prossime ore, ma nell’attesa continuano gli scontri tra il Pd e M5s. Luigi Di Maio, dalla conferenza stampa a Montecitorio, avverte Matteo Renzi: “Per me c’è un programma di governo adesso, e in quel programma ci sono le persone, i cittadini. Ora, qui non si tratta di staccare la spina, tradire qualcuno: il tradimento al massimo può essere sentimentale. Però se noi abbiamo un programma e ci stiamo dicendo che per realizzarlo servono almeno tre anni, chi vuole tradire quel programma se ne prenderà la responsabilità“.

Totoministri e Rousseau

Poi, il capo politico di M5s prosegue: “Il programma è terminato, ci sono i venti punti sui quali ho alzato un po’ la voce, ora si passa alla squadra, l’ultimo miglio. Buon totoministri, io non faccio nomi e non vi dico nulla, anche perché è una competenza del presidente del Consiglio e del presidente della Repubblica e io chiedo di rispettarla. Lo chiedo anche a chi si fa avanti e si propone in queste ore. La squadra la deve mettere a punto Giuseppe Conte”.

Infine, qualche parola anche sul voto su Rousseau: “Questo è un governo che sta per nascere grazie all’espressione di un voto che viene dagli iscritti al M5S, oltre che dalle direzioni del Pd e dei partiti coinvolti, ma sono orgoglioso del fatto che anche un cittadino lontano da Roma 700, 800, 900 chilometri o dall’altra parte del mondo ha potuto partecipare”.