Di Maio nega conflitti con Conte: "Piena sintonia su Mes e prescrizione"

"Con il presidente Conte mi sono sentito circa due ore fa. Siamo in piena sintonia sul Mes e sul tema della prescrizione. Dal primo gennaio mettiamo mano a un tema, che sarà legge, che eviterà ai furbi di perdere tempo nei processi e saltare la sentenza". A DiMartedì il ministro degli Esteri, e capo politico M5s, Luigi Di Maio, cerca di rintuzzare l'immagine di un rapporto sempre più logorato con il presidente del Consiglio.

Di Maio assicura che il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nella partita politico-mediatica in corso sul Mes "è stato largamente frainteso" perché "non ha mai usato la parola 'inemendabile". Il capo politico M5s sottolinea che Gualtieri "ha detto 'siamo a un negoziato, se mi dite di cambiare le cose bisognerà combattere, perché non è semplice'".

"Mi fido di tutti i componenti di questo governo e il ministro Gualtieri è sempre stato molto bravo a intercettare le sensiblità di tutte le forze politiche di questo governo ma non ha un mandato di firma, perché non è nella legge, non glielo consente". Di Maio inquadra così il ruolo del ministro dell'Economia nella partita sul Mes e ribadisce che "prima di che si esprima il Parlamento non si può chiudere niente, né il Mes né gli altri accordi".

"Alcune clausole possono rappresentare un rischio"

"Non è che Gualtieri torna con un suo pacchetto - risponde il capo politico M5s alle domande di Giovanni Floris - il mandato è che se un giorno dovessero servire quei soldi degli italiani non si può applicare la ricetta che devi fare quello che ha fatto la Grecia". "Il tema è la logica del pacchetto, di cui si sente tanto parlare in questi giorni. Avete paura di quello che a Napoli si chiama 'pacco'... E anche io... Prima di mettere i soldi in banca voglio leggere tutte le carte, poi firmo e poi ce li metto", ironizza poi il capo della Farnesina.

Di Maio sottolinea che "ci sono delle clausole" che possono rappresentare "un rischio per l'Italia" e che "Conte ha detto che può essere migliorato", mentre da un lato la questione "non si è chiusa a giugno" e a chi, dall'altro, gli fa osservare che in precedenza il presidente del Consiglio si era speso positivamente sul Mes Di Maio ribatte con un "ma quando mai, è sempre stato critico".

"Salvini delirante su alto tradimento"

Il capo politico M5s assicura che Giuseppe Conte non parlava di Salvini per mirare a Di Maio, quando squadernava le carte sul Mes, ieri alla Camera e poi al Senato, e diceva che tutti i ministri gialloverdi sapevano del negoziato: "Le due cose non sono assolutamente collegate, per la semplice ragione che in questi giorni ho visto Salvini delirare di incriminare Conte per alto tradimento per aver firmato un Trattato nella notte".

"Se doveva essere incriminato qualcuno era Salvini stesso, perché questa storia della firma se l'è sognata", incalza Di Maio, "se siamo a discutere di un fondo con 14 miliardi di Euro di noi italiani che non vogliamo destinare a politiche lacrime e sangue per qualche altro Paese o magari anche per l'Italia è perché c'è un negoziato che non è ancora chiuso e bisogna firmare un Trattato che aiuti gli italiani e non che sia contro gli italiani per aiutare qualche altro Stato", rivendica il capo politico M5s.

"Tutti i ministri sapevano quello che era pubblico, come il fatto che il Mes non fosse stato firmato", torna a ribadire. "E non solo - dice ancora - il Mes non è stato firmato ma anche in queste ore si discute di miglioramenti".