Di Maio: "Massima chiarezza su Arata"

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"Credo che questi temi richiedano il massimo della chiarezza e questo ho chiesto alla magistratura, per il resto io non ho ragione di dubitare di Salvini, noi lavoriamo bene insieme in questo governo". Lo ha detto stamane il vicepremier Luigi Di Maio a margine della sua visita al festival di Giffoni, commentando il caso Siri e le intercettazioni emerse nell’ambito dell’indagine che coinvolge, oltre all’ex sottosegretario della Lega, anche l’imprenditore Paolo Arata. "A settembre - ha affermato Di Maio - dobbiamo portare a casa il taglio definitivo di 345 poltrone di parlamentari della Repubblica, che diventerebbe una riforma storica che nessuno è mai riuscito ad approvare: parlamentari che approvano l'abolizione di sé stessi. E' una grande riforma che spaventa in molti, e quei molti stanno provando a buttarci giù come governo" (VIDEO). AUTONOMIA - Di Maio è tornato anche sulla questione delle Autonomie, rispondendo alle critiche dei governatori di Veneto e Lombardia, Zaia e Fontana: "Per me l'autonomia si farà, l'ho sempre detto. Ma si deve fare senza danneggiare le regioni del Centro-Sud, senza togliere i soldi agli altri e garantendo meccanismi di solidarietà che sono mancati in tutti questi anni". "Cogliamo l'occasione - ha spiegato il ministro del Lavoro - dell'autonomia lombardo-veneta per fare il fondo di perequazione e i livelli essenziali di prestazione che aiuteranno tante regioni in Italia ad avere servizi migliori. Questo è un progetto organico, spero che nei prossimi giorni ci possa essere dialogo con i governatori, ma anche con i governatori del Sud". Ed ha citato in particolare il governatore della regione siciliana, che "ha invocato la disponibilità e anche l'esigenza di sedersi al tavolo delle autonomie - ha detto Di Maio - perché di autonomia si deve discutere con tutte le regioni. Il paese sovrano è un paese unito, se disgreghiamo questo paese perdiamo la sovranità".  DI MAIO CONTRO DE LUCA - Dal festival di Giffoni è arrivata anche la secca risposta del vicepremier al governatore della regione Campania Vincenzo de Luca, che nei giorni scorsi si è opposto all'arrivo di 471 navigator che hanno passato il concorso: "Non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto, siamo all'assurdo. Io spero che la regione Campania ci ripensi", perché "non assumendo i navigator, De Luca e il Pd campano rinunciano anche a circa 70 milioni di euro. Dopo che per vent'anni ci hanno fatto la testa così perché in Campania i centri per l'impiego non funzionavano, io sono il primo ministro che gli manda decine di milioni di euro e 500 persone di rinforzo e lui, per una questione politica, per fare un dispetto a me, non se li prende. Sta facendo dispetto ai campani". "Voglio spiegare ai cittadini campani - ha aggiunto Di Maio - che ogni giorno hanno a che fare con centri per l'impiego in Campania, che qui abbiamo circa 500 dipendenti per l'impiego. Non bastano, sono troppo pochi, vanno formati e vanno potenziati. Io da Roma sto mandando altre 500 persone, per dare una mano ai centri per l'impiego, la regione dice che non li vuole. Tra l'altro questi sono giovani campani laureati". Per il vicepremier questo è assurdo perché "la regione in conferenza Stato-Regioni mi ha detto che voleva un aiuto per i centri per l'impiego. Spero che rinsavisca - ha concluso - altrimenti la conferenza Stato-Regioni dovrà prendere provvedimenti".

"Credo che questi temi richiedano il massimo della chiarezza e questo ho chiesto alla magistratura, per il resto io non ho ragione di dubitare di Salvini, noi lavoriamo bene insieme in questo governo". Lo ha detto stamane il vicepremier Luigi Di Maio a margine della sua visita al festival di Giffoni, commentando il caso Siri e le intercettazioni emerse nell’ambito dell’indagine che coinvolge, oltre all’ex sottosegretario della Lega, anche l’imprenditore Paolo Arata. "A settembre - ha affermato Di Maio - dobbiamo portare a casa il taglio definitivo di 345 poltrone di parlamentari della Repubblica, che diventerebbe una riforma storica che nessuno è mai riuscito ad approvare: parlamentari che approvano l'abolizione di sé stessi. E' una grande riforma che spaventa in molti, e quei molti stanno provando a buttarci giù come governo" (VIDEO). 

AUTONOMIA - Di Maio è tornato anche sulla questione delle Autonomie, rispondendo alle critiche dei governatori di Veneto e Lombardia, Zaia e Fontana: "Per me l'autonomia si farà, l'ho sempre detto. Ma si deve fare senza danneggiare le regioni del Centro-Sud, senza togliere i soldi agli altri e garantendo meccanismi di solidarietà che sono mancati in tutti questi anni". "Cogliamo l'occasione - ha spiegato il ministro del Lavoro - dell'autonomia lombardo-veneta per fare il fondo di perequazione e i livelli essenziali di prestazione che aiuteranno tante regioni in Italia ad avere servizi migliori. Questo è un progetto organico, spero che nei prossimi giorni ci possa essere dialogo con i governatori, ma anche con i governatori del Sud". Ed ha citato in particolare il governatore della regione siciliana, che "ha invocato la disponibilità e anche l'esigenza di sedersi al tavolo delle autonomie - ha detto Di Maio - perché di autonomia si deve discutere con tutte le regioni. Il paese sovrano è un paese unito, se disgreghiamo questo paese perdiamo la sovranità".  

DI MAIO CONTRO DE LUCA - Dal festival di Giffoni è arrivata anche la secca risposta del vicepremier al governatore della regione Campania Vincenzo de Luca, che nei giorni scorsi si è opposto all'arrivo di 471 navigator che hanno passato il concorso: "Non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto, siamo all'assurdo. Io spero che la regione Campania ci ripensi", perché "non assumendo i navigator, De Luca e il Pd campano rinunciano anche a circa 70 milioni di euro. Dopo che per vent'anni ci hanno fatto la testa così perché in Campania i centri per l'impiego non funzionavano, io sono il primo ministro che gli manda decine di milioni di euro e 500 persone di rinforzo e lui, per una questione politica, per fare un dispetto a me, non se li prende. Sta facendo dispetto ai campani". 

"Voglio spiegare ai cittadini campani - ha aggiunto Di Maio - che ogni giorno hanno a che fare con centri per l'impiego in Campania, che qui abbiamo circa 500 dipendenti per l'impiego. Non bastano, sono troppo pochi, vanno formati e vanno potenziati. Io da Roma sto mandando altre 500 persone, per dare una mano ai centri per l'impiego, la regione dice che non li vuole. Tra l'altro questi sono giovani campani laureati". Per il vicepremier questo è assurdo perché "la regione in conferenza Stato-Regioni mi ha detto che voleva un aiuto per i centri per l'impiego. Spero che rinsavisca - ha concluso - altrimenti la conferenza Stato-Regioni dovrà prendere provvedimenti".