Di Maio: più export in India-Cina per compensare calo Germania

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Roma, 25 set. (askanews) - India e Cina sono le nuove frontiere del commercio estero italiano, anche per compensare il rallentamento dell'economia tedesca e quindi il probabile calo dell'export italiano verso questo storico partner. L'ha affermato oggi il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando con i giornalisti a New York, dove si trova per l'Assemblea generale dell'Onu.

"Per ragioni commerciali abbiamo firmato la Via della Seta, quel memorandum d'intesa che con la Cina ci sta già consentendo con alcune aziende di andare su quel mercato. Ogni volta che una nostra media azienda prende una commessa in Cina per produrre e per esportare lì made in Italy stiamo parlando di migliaia e migliaia di prodotti da esportare ogni mese. Infatti a volte le nostre aziende devono mettersi insieme per fronteggiare il mercato cinese", ha sottolineato Di Maio. (Segue)

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  • Coronavirus, nonna morta e mamma ricoverata: 2 bimbi soli in quarantena
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    Coronavirus, nonna morta e mamma ricoverata: 2 bimbi soli in quarantena

    Due fratellini, che frequentano le scuole elementari di Montevarchi (Arezzo), soli in casa in quarantena. Le due figure adulte di riferimento e con cui vivevano, la madre e la nonna, sono state contagiate dal coronavirus: la mamma, operatrice sanitaria, è stata ricoverata nel reparto di malattie infettive dell'ospedale di Arezzo, mentre la nonna ottantenne purtroppo è deceduta giovedì scorso nello stesso nosocomio. E' una delle tante storie di drammi familiari che caratterizzano questa pandemia. A raccontare la vicenda è oggi il quotidiano "La Nazione" che specifica, però, come i due fratellini siano assistiti da una rete di solidarietà che coinvolge tutta la cittadina del Valdarno aretino, con il sindaco Silvia Chiassai nominato tutore.  Intorno ai due bambini - il più grande fa da baby papà al più piccolo - è stata stesa una rete di protezione a cui partecipano parenti, amici di famiglia, la parrocchia, il tessuto associativo da sempre vanto di Montevarchi. Parcheggiato nel giardino sotto casa, adeguatamente sanificato, riferisce "La Nazione", staziona h24 un camper con un volontario a turno, pronto ad accorrere in caso di emergenza. Parla di continuo con i bambini che si affacciano alla finestra, tira fuori una sedia pieghevole e si mette tranquillo ad ascoltare, a suggerire, a dare indicazioni. I fratelli, a loro volta, collaborano con la maturità di due adulti e mantengono costantemente, attraverso le videochiamate, contatti con la mamma ricoverata.  Anche durante la notte il servizio di sorveglianza non si interrompe, i piccoli hanno anche a disposizione un numero di telefono per chiamare a qualunque ora. Nessun problema per colazioni, pranzi, merende e cene: il volontario sale con la borsa delle pietanze pronte e la lascia sulla soglia dove i bimbi la ritirano. Sono i fratellini stessi a compilare la lista della spesa. Stanno bene, non presentano sintomi ma nelle prossime ore saranno sottoposti al tampone. Le condizioni della madre sarebbero in miglioramento e la speranza è che nei possa al più presto tornare dai suoi due bambini.

  • Quarantena e dieta: meglio cibi colorati e a piccole dosi
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    Quarantena e dieta: meglio cibi colorati e a piccole dosi

    I consigli degli esperti sulla dieta migliore durante la quarantena da coronavirus.

  • Coronavirus: vittime, contagi e tutti gli ultimi aggiornamenti
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    Coronavirus: vittime, contagi e tutti gli ultimi aggiornamenti

    Gli aggiornamenti in tempo reale sull'emergenza coronavirus in Italia.

  • Licia Nunez: “Non ho fatto in tempo a dire addio a mio padre”
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    Licia Nunez: “Non ho fatto in tempo a dire addio a mio padre”

    Licia Nunez parla della sua vita privata e racconta di non essere arrivata in tempo per dare l'addio al padre: "Se potessi tornare indietro lo farei".

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    Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto

    È stato ritrovato il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda (Matera).

  • Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina
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    Arrestato figlio del boss Molè: sotto terra nascosti 500 chili di cocaina

    Gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria, insieme ai colleghi del commissariato di Gioia Tauro, hanno arrestato in flagranza di reato Rocco Molè, 25 anni, figlio del boss Girolamo, 59 anni, ergastolano ritenuto capo dell’omonima cosca di Gioia Tauro. Il giovane rampollo del capocosca nascondeva più di 537 chilogrammi di cocaina e oltre 24 chili di marijuana. L’arresto è avvenuto a seguito di una serie di perquisizioni in un capannone e in vari terreni nella disponibilità di Molè a Gioia Tauro.  All’interno del capannone, celati in ceste di plastica, gli investigatori hanno scovato 150 panetti di coca collocati in 75 pacchetti. Il resto della cocaina è stato rinvenuto nascosto sotto terra in alcuni fondi coltivati ad agrumeto adiacenti al capannone.  Gli uomini della squadra mobile, infatti, hanno notato che in quel pezzo di terreno la terra era stata smossa, e così hanno deciso di procedere allo scavo, scovando altri 340 panetti di cocaina in pacchi di plastica ben sigillati. In tutto, fra la coca rinvenuta nel capannone e quella scovata sottoterra, 537 chili di droga, per un valore di decine di milioni di euro. Inoltre, perquisendo la casa del giovane a Gioia Tauro, gli agenti hanno trovato anche 24 chili di marijuana sistemata in alcuni involucri.  Molè, che era sul posto al momento della perquisizione, ha riferito agli investigatori di essere l’unico detentore della droga. Da qui l’arresto in carcere poi convalidato dal Gip.

  • Amici, Valentin su Francesca Tocca: “Faccio un passo indietro”
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    Amici, Valentin su Francesca Tocca: “Faccio un passo indietro”

    Valentin Alexandru ha confermato la fine della storia d'amore tra Francesca Tocca e Raimondo Todaro

  • Orrore social per i Ferragnez: "Foto di Leone per dire che è morto"
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    Orrore social per i Ferragnez: "Foto di Leone per dire che è morto"

    Le foto del figlio della coppia sono state rubate e pubblicate su un gruppo social

  • Ora legale 2020: quando cambia e gli effetti che provoca sul nostro corpo
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    Ora legale 2020: quando cambia e gli effetti che provoca sul nostro corpo

    Torna l'ora legale: nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo 2020 si dorme un'ora in meno. Quali sono gli effetti sul nostro corpo?

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    La Bielorussia nega l'emergenza: "Contro il virus trattori e vodka"

    La Bielorussia è l'eccezione in Europa: qui si rifiuta di fermare il Paese per arginare la diffusione del Covid-19 che ha paralizzato l'economia mondiale. L'ex repubblica sovietica alle porte dell'Unione europea ha registrato finora solo 88 casi di contagio e nessun decesso. O almeno così risulta dai dati ufficiali. Così, il campionato di calcio va avanti, i ristoranti sono aperti e il presidente licenzia la pandemia globale del nuovo coronavirus come "psicosi". Dall'inizio dell'epidemia, il presidente Alexander Lukashenko, in carica dal 1994, si è opposto alle misure di contenimento. La scorsa settimana, ha persino denunciato una "psicosi" che alimenta "un panico più pericoloso del virus stesso". Ha quindi invitato i suoi 9,5 milioni di concittadini a continuare a lavorare, ad andare nei campi, a guidare trattori - che il suo Paese produce in massa - perché "il trattore guarisce tutti". Nell'elenco delle cure miracolose il capo di Stato ha inserito anche vodka e sauna.E se la minaccia globale non ha potuto fermare il dovere, non è riuscita nemmeno a rallentare il piacere con il campionato di calcio che seguo il suo calendario senza preoccupazioni. All'ingresso degli stadi, che vengono disinfettati due volte al giorno, viene controllata la temperatura dei tifosi. La televisione russa Match TV ha acquistato i diritti dell'ormai unico campionato ancora in piedi e l'ex star locale Aliaksandr Hleb ha invitato sulla stampa tedesca Messi e Cristiano Ronaldo a unirsi al campionato bielorusso. "Abbiamo adottato tutte le misure raccomandate dal ministero dello Sport. Tutti coloro che sono in contatto con i tifosi indossano i guanti", ha assicurato il portavoce della federazione bielorussa di calcio, Alexandre Aleinik. Il calo delle presenze c'è, -50% la scorsa settimana rispetto alla precedente stagione, ma consente di "disperdere gli spettatori sugli spalti".Da martedì, tuttavia, il tono è iniziato a cambiare. Durante un incontro con l'ambasciatore cinese, Lukashenko ha assicurato che il suo Paese segue la situazione "molto seriamente". I tg delle televisioni pubbliche hanno improvvisamente cominciato a inserire nelle scalette la pandemia, pur ripetendo che il confinamento generalizzato non è una soluzione. E negli ultimi giorni la capitale Minsk è stata meno vivace del solito, con le persone di età superiore ai 65 anni invitate a rimanere a casa e il permesso agli alunni di non recarsi in classe. Nelle ore di punta, la metropolitana non è più affollata, molte aziende che hanno optato per lo smart working. Ma bar, ristoranti e negozi rimangono aperti, senza istruzioni specifiche per i clienti.La vice ministra della Salute, Elena Bogdan, ha assicurato che tutti i portatori del coronavirus, anche asintomatici, sono stati isolati e ricoverati in ospedale. Le persone intorno a loro sono tutte messe in quarantena. Gravemente repressa, l'opposizione bielorussa denuncia una politica che può avere risvolti letali. "Le autorità stanno preparando enormi risparmi sulle pensioni di anzianità", ha dichiarato l'avvocato Mikola Statkevitch in un video messaggio, riferendosi alle devastazioni che la malattia sta causando tra le persone più anziane.Un altro motivo del negazionismo, secondo gli analisti, è che il Paese sta già vivendo difficoltà economiche a causa delle tensioni con il suo partner principale, la Russia. "E con il rallentamento globale, la situazione è ancora peggiore. Apparentemente Lukashenko ha deciso che fermare l'economia sarebbe un suicidio" per il Paese, spiega l'analista Artiom Chraibman.

  • Contagi in frenata e boom di guariti. Subito aiuti a chi non ce la fa
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    Contagi in frenata e boom di guariti. Subito aiuti a chi non ce la fa

    Mentre i nuovi contagi frenano e i guariti aumentano ed esplode lo scontro con Bruxelles sui coronabond, il governo mette in campo 4,3 miliardi che i comuni distribuiranno attraverso il fondo di solidarietà per il soccorso alimentare e altri 400 milioni in buoni spesa. Se la chiusura delle scuole prosegue, ha annunciato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, la prossima settimana sarà avviata una valutazione sulla ripresa delle attività produttive. L'ultimo bilancioAl 28 marzo in Italia si registrano 92.472 contagi totali da coronavirus, con un incremento di 5.974 rispetto alla giornata precedente, quando ne erano stati registrati 5.959 in più. È l'ultimo bollettino della Protezione Civile, che vede salire i decessi a quota 10.023, 889 in più dopo l'incremento record di 969 morti della giornata precedente. A comunicarlo è il capo del dipartimento, Angelo Borrelli, ritornato in sede dopo un paio di giorni di assenza legati a un'indisposizione influenzale senza legami con il Covid-19.Sono 70.065 le persone attualmente malate, 3.651 in più rispetto alla giornata precedente. I guariti sono 12.384, 1.434 in più in 24 ore, oltre il doppio della giornata precedente. Sono 3.856, 124 in più in 24 ore, i pazienti in terapia intensiva.L'Europa supera quota 20 mila morti ma è negli Stati Uniti che oggi si registra l'allarme maggiore: il progresso dei contagi nello Stato di New York è tale da far temere che si trasformi nel peggior focolaio di Covid-19 al mondo, più ancora di Wuhan e della Lombardia. Il presidente Donald Trump valuta l'istituzione di una quarantena in tre Stati fra cui New York e ha dato il suo via libera al richiamo di un milione di riservisti mentre anche Hollywood è bloccata dal virus e tutte le produzioni di film e serie tv sono bloccate.Nel mondo i casi hanno superato i 620 mila, di cui circa la metà in Europa, ma sono gli Stati Uniti a detenere il record dei contagi, oltre 111 mila. I morti a livello globale sono quasi 29 mila di cui oltre 20 mila in Europa; l'Italia mantiene il poco invidiabile primato con oltre 10 mila. I paesi in cui sono stati riscontrati contagi sono 183, e oltre 3 miliardi le persone coinvolte nelle misure di "confinamento" a casa, più o meno drastiche.In Spagna i decessi sono saliti a 5.800, con aumenti giornalieri sempre più marcati; i contagiati sono oltre 72 mila. In Russia, dove il bilancio resta contenuto a 1264 casi confermati, è stato comunque deciso di chiudere tutte le frontiere a partire da lunedì.Qualche segnale positivo continua a provenire dalla Cina dove a Wuhan è giunto il primo treno da due mesi, che ha riportato in città gli abitanti rimasti fuori dalla chiusura; l'ultimo bilancio registra solo nuovi casi "importati".Per quanto riguarda le misure prese a sostegno dell'economia, si attende di capire se i paesi del nord Europa cambieranno idea sull'ipotesi di mutualizzare il debito; i segnali non vanno in quella direzione, e la stessa presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha prestato la sua voce a un video di solidarietà con l'Italia, ha detto in un'intervista di non essere a favore dei coronabond mentre l'ex presidente della Commissione, Jacques Delors, ha detto che l'Unione europea corre "un pericolo mortale".

  • Bruciate due ambulanze a Martina Franca
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    Bruciate due ambulanze a Martina Franca

    Drammatico evento nella notte: due ambulanze usate per soccorrere i malati di coronavirus sono state date alle fiamme a Martina Franca, in Puglia.

  • Coronavirus, scienziati a Renzi: "Troppo presto per riaprire"
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    Coronavirus, scienziati a Renzi: "Troppo presto per riaprire"

    "Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E' giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Dovremmo convivere con il fatto che pandemie come questa possono anche tornare, è accaduto con la Spagnola. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione di morti che c'è stata in Lombardia". Cosi il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha commentato le dichiarazioni di Mattero Renzi a 'L'Avvenire'. Il leader di Iv chiede di "riaprire l'Italia, le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio". Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo dell'università di Pisa e presidente del Patto trasversale per la Scienza (Pts). "Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato", ha detto all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo essere cauti e dare illusioni se non abbiamo dati - rimarca Lopalco - oggi abbiamo solo una flebile speranza in Lombardia ma ad esempio a Milano la situazione non è ancora sotto controllo. Come facciamo a riaprire le scuole se non lo abbiamo certezze. Non diamo false aspettative e speranze".  "Dobbiamo cominciare pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve", ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni. Più cauto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che spiega: "Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l'epidemia, Non possiamo tenere l'Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal Governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si posso studiare provvedimenti magari 'stop and go' o misure complementari. Vedremo cosa accadrà", ha detto Rezza ospite di 'Coffe Break' su La7.

  • Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020
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    Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020

    Ottimo oroscopo settimanale per il periodo dal 30 marzo al 5 aprile per Ariete, Bilancia e Acquario, meno per il Toro: le previsioni di Paolo Fox.

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    I Vip che hanno contratto il coronavirus

    Il primo ministro britannico Boris Johnson è diventato l'ultimo Vip risultato positivo al COVID-19, dopo l'erede al trono d'Inghilterra, il principe Carlo. PoliticaJohnson ha rivelato su Twitter di aver sviluppato sintomi lievi: "Ora sono in autoisolamento, ma continuerò a guidare il governo in videoconferenza mentre combattiamo questo virus". Due giorni prima, anche il principe Carlo, figlio maggiore ed erede della regina Elisabetta II, era risultato positivo con sintomi lievi.Il principe Alberto II di Monaco è risultato positivo, sebbene non ci siano "preoccupazioni per la sua salute", ha detto il palazzo il 19 marzo.Michel Barnier, che conduce i negoziati dell'UE con la Gran Bretagna sulla Brexit, ha annunciato il 19 marzo di avere il virus. Il giorno dopo, il negoziatore principale della Gran Bretagna nei colloqui David Frost si è auto-isolato dopo aver mostrato sintomi lievi.L'attivista climatica svedese Greta Thunberg ha detto martedì che era "estremamente probabile" che avesse contratto la malattia dopo aver manifestato sintomi a seguito di un viaggio nell'Europa centrale. Si è auto-isolata con suo padre.Il primo ministro canadese Justin Trudeau è stato isolato dal 13 marzo dopo che sua moglie Sophie Gregoire Trudeau è risultata positiva.Il primo risultato del test per il cancelliere tedesco Angela Merkel è tornato negativo lunedì. La Merkel ha iniziato ad auto-isolarsi domenica dopo essere stata curata da un medico che successivamente si è rivelato positivo per il virus.Martedì la Finlandia ha annunciato che il premio Nobel ed ex presidente finlandese Martti Ahtisaari, di 82 anni, ha contratto il virus. Arte e spettacoloLa star afro-jazz Manu Dibango, 86 anni, martedì è morto a causa del COVID-19.Terrence McNally, celebre drammaturgo americano, è morto martedì all'età di 81 anni, in seguito a complicanze del coronavirus.La leggenda della musica congolese Aurlus Mabele, conosciuta come "King of Soukous", una variante moderna ad alta velocità della rumba congolese, è morta a Parigi la scorsa settimana, all'età di 67 anni.La star dell'opera spagnola Placido Domingo ha dichiarato domenica di essere risultato positivo, aggiungendo di essere "in buona salute".L'ex produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, in prigione nello stato di New York dopo essere stato condannato a 23 anni per stupro e violenza sessuale, è rtisultato positivoL'attore premio Oscar Tom Hanks e sua moglie, attrice e cantante Rita Wilson, hanno detto lunedì di stare meglio dopo quasi due settimane di quarantena in Australia.L'attore britannico Idris Elba ha dichiarato il 16 marzo di essere risultato positivo e si è messo in isolamento.Anche l'autore cileno Luis Sepulveda, che vive nel nord della Spagna, ha il virus ed è in ospedale. Ha avvertito i primi sintomi il 25 febbraio. SportL'ex presidente del Real Madrid, Lorenzo Sanz, è morto il 21 marzo a 76 anni, tre giorni dopo essere stato ricoverato in ospedale con il coronavirus.In Italia diversi giocatori della Juventus sono infetti, tra cui il vincitore della Coppa del Mondo 2018 in Francia Blaise Matuidi e l'attaccante argentino Paulo Dybala.Positivi anche l'ex difensore del Milan Paolo Maldini e il figlio Daniele.In Inghilterra, il manager dell'Arsenal Mikel Arteta è risultato positivo.Anche l'icona del calcio turco Fatih Terim, manager del Galatasaray, è positivo.Almeno 14 giocatori dell'NBA si sono dimostrati positivi, tra cui la superstar dei Brooklyn Nets Kevin Durant e il francese Rudy Gobert degli Utah Jazz

  • GF VIP, il passato di Antonella Elia: “Mio padre morì in un incidente”
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    GF VIP, il passato di Antonella Elia: “Mio padre morì in un incidente”

    Antonella Elia ha raccontato nella casa del GF VIP la storia di suo padre e della sua compagna, che sposò dopo la morte della madre

  • Massimo Vincenzi è morto per una polmonite: aveva 48 anni
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    Massimo Vincenzi è morto per una polmonite: aveva 48 anni

    Lutto nel mondo del giornalismo: è morto massimo Vincenzi, vicedirettore de La Stampa e collaboratore di La Repubblica.

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    In Italia i medici non mancano. Ecco come stanno davvero le cose negli ospedali

    Viene chiamato “imbuto formativo”, un'immagine che rende alla perfezione la situazione in cui si trovano i medici neolaureati che si affacciano al mondo del lavoro: è lì, tra la fine del percorso universitario e l'inizio del lavoro nelle scuole di specializzazione, che la macchina della sanità italiana si inceppa. Provocando quella che, in queste settimane di emergenza coronavirus, sentiamo chiamare un po' dappertutto “la carenza dei medici”. Di medici, in realtà, non c'è affatto carenza. Semplicemente non vengono messi nelle condizioni di lavorare. Ecco perché. I medici ci sono, mancano le borse di specializzazione (cioè i soldi)“Il problema non è il numero dei medici - spiega all'Agi il presidente dell'Associazione liberi specializzandi (ALS), il dottor Massimo Minerva - Il punto è che mancano gli specializzandi”. Per comprendere la questione occorre spiegare brevemente come funziona l'accesso alla professione medica: la facoltà universitaria è quella di Medicina e Chirurgia, la cui durata normale è di sei anni. Dopo la laurea, finora, è stato necessario svolgere un periodo di tirocinio pratico formativo (articolato in tre periodi da quattro settimane ciascuno in tre diverse aree, quella medica, quella chirurgica e quella di medicina di base), al termine del quale si accedeva all'esame di abilitazione. Con il dpcm del 17 marzo, n.18, il cosiddetto Cura Italia, la laurea è divenuta abilitante: non occorre cioè più fare il tirocinio e sostenere l'esame. A questo punto, davanti ai neo-medici si aprono due possibili strade: quella dei corsi di formazione specifica in medicina generale (che durano tre anni e abilitano alla professione di medico di medicina generale, cioè i medici di famiglia), oppure quella delle scuole di specializzazione di area sanitaria (che durano 4 o 5 anni a seconda delle specializzazioni - sono una cinquantina - che formano le figure che operano nelle strutture ospedaliere). In entrambi i casi i medici abilitati lavorano, cioè sono impegnati nelle strutture a cui vengono assegnati, e percepiscono uno stipendio, o meglio una borsa. Lasciamo da parte la questione della medicina generale e affrontiamo la questione delle borse di specializzazione. L'inghippo, o per meglio dire l'imbuto, sta lì: il numero di borse di specializzazione erogate annualmente non è sufficiente ad assorbire il numero di laureati abilitati, creando un limbo nel quale vivono migliaia di medici (il numero oscilla tra i settemila e i diecimila). Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto le condizioni di precariato in cui sono costretti a vivere questi che vengono chiamati “camici grigi”, ma ha conseguenze anche sulla capacità del Sistema sanitario nazionale di erogare i servizi necessari. La crisi di oggi deriva dalle scelte di almeno cinque o sei anni fa. Qualche dato“Ogni anno dalla facoltà di Medicina e Chirurgia escono circa 9-10 mila persone laureate”, prosegue Minerva. Le borse erogate a luglio 2019 (definito a.a. 2018/2019) dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) sono state 8.000. Si tratta di “posti disponibili finanziati da contratti finanziati con risorse statali”. Queste borse di specialità, naturalmente, vengono assegnate attraverso un concorso pubblico, a cui i candidati che partecipano sono circa il doppio dei posti disponibili. Alle borse finanziate da risorse statali se ne aggiungono alcune altre che vengono finanziate dalle Regioni, dalle Province autonome e da enti privati: sommando le due tipologie, lo scorso anno, si è arrivati a quota 8.776 (qua trovate la distribuzione esatta). Aggiungendo anche le circa duemila destinate alla medicina generale, spiega Minerva, “è stato l'unico anno in cui i posti disponibili erano più di quelli dei neolaureati”. Dati che rappresentano un'eccezione, se confrontati con gli ultimi dieci anni: in tutti quelli precedenti, infatti, il numero era stato nettamente inferiore. Nel 2018 le borse erano state complessivamente 6.934 (6.200 quelli finanziati con risorse statali); l'anno prima 6.676 (6.105 i contratti statali); nel 2016 furono 6.725 (di cui 6.133 con fondi pubblici); nel 2015 6.383 (di cui 6.000 statali); nel 2014 erano state 5.504 (5.000 quelli con fondi statali); nel 2013 furono 4.500, il punto più basso della storia recente; nel 2012, così come nel 2011, nel 2010, nel 2009, nel 2008 e così via, quelle finanziate con fondi statali erano state 5.000. Dai dati, insomma, si nota come intorno al 2013 si optò per una riduzione delle borse per gli specializzandi. L'aumento negli anni successivi, in ogni caso, non è stato sufficiente: “Quando si risparmia sulla formazione dei medici gli effetti non sono immediati ma si notano nel giro di almeno quattro o cinque anni, il periodo in cui gli stessi medici vengono formati nelle specializzazioni”, spiega Minerva. Per capire la situazione in cui ci troviamo oggi, dunque, occorre tornare indietro a qualche anno fa. Lo faremo tra poco, ma prima c'è da capire il meccanismo dietro all'erogazione delle borse: “Il loro numero è stabilito dal ministero della Salute, ascoltato il parere della Conferenza Stato-Regioni circa il numero auspicabile di contratti (sulla base delle richieste delle regioni), ma il loro finanziamento avviene sulla base delle coperture economiche garantite dal ministero dell'Economia”, spiega all'Agi Mirko Claus, presidente dell'associazione Federspecializzandi. Fabbisogni costantemente disattesiAbbiamo dunque confrontato i fabbisogni e le borse effettivamente finanziate. Nel 2012, come abbiamo già visto, le borse erogate furono 5.000. Nella seduta del 15 marzo 2012, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano determinò il fabbisogno per il Servizio Sanitario Nazionale per il triennio successivo, stabilendolo in 8.438 unità per l'anno accademico 2011/2012 (cioè le borse per gli specializzandi che iniziavano le scuole nell'autunno 2012). Altre 8.170 unità venivano giudicate necessarie per l'a.a. 2012/2013 (ne vennero finanziate 4.500) e ulteriori 8.190 per l'a.a. 2013/2014 (quelle effettive furono 5.504). Il totale del fabbisogno, insomma, era stimato in 24.798 contratti per gli specializzandi; le borse finanziate dallo Stato furono invece circa quindicimila: quasi diecimila contratti persi per strada soltanto in quel triennio. Non che il triennio successivo sia stato migliore: per il 2015 il fabbisogno veniva stabilito in 8.073 specializzandi (furono invece 6.000); per il 2016 furono 6.133 a fronte di una necessità stimata in 7.909; nel 2017 ne mancarono altrettante (6.200 rispetto al 7.967 richieste dalla Conferenza Stato-Regioni). Per completezza, riportiamo anche quelli di 2018 (la richiesta era di 8.569) e 2019 (8.523, l'unica circostanza in cui le borse effettivamente bandite sono state più di quelle inizialmente richieste).Come emerge chiaramente dai dati appena riportati, negli ultimi sei anni il fabbisogno espresso dalla Conferenza Stato-Regioni è rimasto pressoché stabile intorno alle ottomila unità, senza cioè che la richiesta sia stato ritoccato verso l'alto per compensare i contratti che sono venuti a mancare anno dopo anno. “La cronica mancanza di specializzandi è testimoniata dai dati - dice Claus - e i fabbisogni espressi dalla Conferenza Stato-Regioni non compensano mai quello che non è stato finanziato gli anni prima. Questa è la genesi dell'imbuto formativo”. L'intero meccanismo, secondo Federspecializzandi, va insomma rivisto: “La stime del personale necessario vanno concertate e condivise, serve un dialogo più stretto tra tutti i soggetti in gioco”. Tra le ragioni che determinano la carenza di specializzandi, lo sottolineano le stesse Federspecializzandi e ALS, c'è anche il cosiddetto “abbandono delle borse”: si tratta dei casi in cui i medici che già si trovano in specialità decidono di lasciare la scuola e ritentare il concorso per cercare di entrare nella propria prima scelta. Non sempre, infatti, attraverso il concorso si riesce a ottenere un posto nella scuola gradita. Cambiando in corsa specialità, però, la prima borsa finanziata di fatto rimane inutilizzata, persa. Il fenomeno, secondo uno studio del 2018 realizzato da ALS e basato sui dati di 2016 e 2017, riguarda circa 350 borse ogni anno. Il mistero delle cinquemila borse scomparse nella bozza del dpcm del 9 marzoI dati relativi al 2019, cioè le 8.776 borse di specializzazione finanziate, è sicuramente promettente, perché ha aumentato di quasi duemila i posti in specializzazione rispetto all'anno precedente. Per il futuro, tuttavia, le associazioni sostengono che occorra alzare l'asticella: per cominciare a riassorbire i camici grigi, ritengono che “a luglio 2020 occorrano almeno 13.500 borse”. Significa cinquemila in più di quelle garantite nell'ultima infornata di specializzandi. “Chiediamo che il governo impegni fondi strutturali - dichiara Claus - Nella prima bozza del dpcm n.14 del 9 marzo 2020, oltretutto, si parlava di una spesa di 130 milioni di euro per attivare quelle cinquemila borse aggiuntive e dare una soluzione ai colleghi abilitati ma precari”, aggiunge il presidente di Federspecializzandi. Dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, tuttavia, quella parte è scomparsa. Per questo motivo diverse associazioni di medici e studenti hanno rivolto un appello alle istituzioni affinché stanzino fondi emergenziali per aumentare il numero di contratti di formazione medica già a partire dal concorso della prossima estate.Nel frattempo, per il 2020, si registra una improvvisa crescita del fabbisogno espresso dalla Conferenza Stato-Regioni: i contratti richiesti, si legge nell'atto della seduta del 27 giugno 2019, sono 11.255.Il motivo per cui scarseggiano i contratti di formazione, ovviamente, è la carenza di fondi: “Ogni singolo specializzando ha un costo che oscilla tra i 102-128 mila euro, a seconda che la scuola duri 4 o 5 anni”, spiega Minerva. La formazione all'università, al contrario, non costa nulla, anzi: ogni iscritto alla facoltà di Medicina, come qualunque altro studente universitario, paga le rette. In un'intervista al Corriere della Sera lo scorso 11 marzo, il ministro della Sanità Gaetano Manfredi annunciava sì l'intenzione di aumentare il numero delle borse di specializzazione, ma soprattutto “l'ampliamento dei posti” nella facoltà di Medicina, portandoli a 13.500 (nel 2019 erano 11.568). Se già oggi ci sono quasi circa ottomila medici bloccati, aumentare ulteriormente gli studenti difficilmente risolverà il problema dell'imbuto formativo.

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    Sfidarono la sorte con un party in spiaggia, positivi cinque studenti della Florida

    Il 18 marzo avevano sfidato la sorte e le restrizioni per l'epidemia con un party in spiaggia e il loro video mentre sudati e in costume si accalcavano attorno a un combattimento corpo a corpo era diventato virale: ora si scopre che cinque studenti dell'Università di Tampa, in Florida, sono risultati positivi al coronavirus."Se mi prendo il corona me lo prendo, alla fine non sarà questo a impedirmi di far festa", aveva dichiarato uno di questi studenti, Brady Sluder, intervistato sulla spiaggia di Miami dalla Cbs durante il party per la pausa primaverile delle lezioni. “If I get corona, I get corona. At the end of the day, I'm not gonna let it stop me from partying”: Spring breakers are still flocking to Miami, despite coronavirus warnings. https://t.co/KoYKI8zNDH pic.twitter.com/rfPfea1LrC — CBS News (@CBSNews) March 18, 2020 Proprio lui ora ha espresso pubblicamente il suo rimorso su Instagram per il suo comportamento e l'università di Tampa ha fatto sapere che anche gli altri compagni di bravata si sono scusati per le implicazioni che il loro comportamento potrebbe avere sulle persone amate. Visualizza questo post su Instagram I've done a lot of things in my life that I'm not proud of. I've failed, I've let down, and I've made plenty of mistakes. I can't apologize enough to the people i've offended and the lives I've insulted. I'm not asking for your forgiveness, or pity. I want to use this as motivation to become a better person, a better son, a better friend, and a better citizen. Listen to your communities and do as health officials say. Life is precious. Don't be arrogant and think you're invincible like myself. I've learned from these trying times and I've felt the repercussions to the fullest. Unfortunately, simply apologizing doesn't justify my behavior. I'm simply owning up to my mistakes and taking full responsibility for my actions. Thank you for your time, and stay safe everyone. ❤️ Un post condiviso da @ bradysluder in data: 22 Mar 2020 alle ore 10:34 PDT

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    Niente rientro in patria, Harry e Meghan in 'lockdown' in California

    Harry e Meghan, insieme al piccolo Archie, hanno lasciato il 'buen ritiro' canadese, la spettacolare villa sulle rive di Vancouver Island, per trasferirsi in California. Non è chiaro quale sia la residenza scelta, forse a Bel Air, forse nell'area di Los Angeles. Certo è che i tabloid britannici non nascondo i malumori nella famiglia reale che sperava in un ritorno del duca di Sussex in Gran Bretagna dopo la notizia che il principe Carlo è risultato positivo al coronavirus.E invece pare che sia stata proprio Meghan a vietare al marito di avvicinarsi in alcun modo al principe del Galles, a rischio contagio. La coppia ha lasciato il Canada, una decisione accelerata dai timori per una chiusura repentina dei confini tra Usa e Canada alla luce dell'emergenza coronavirus. Buckingham Palace non ha confermato ma, annunciando la Megxit, i duchi di Sussex avevano fatto sapere di voler dividere il proprio tempo tra il Regno Unito e "il Nord America".Su un volo privato con il piccolo Archie, il trasferimento in California ha portato la coppia vicino agli amici di Meghan e alla madre di lei, Doria Ragland, nonché al team di agenti di Hollywood che li segue nella vita professionale dopo la Megxit. Los Angeles offre all'ex attrice di Suits un palcoscenico perfetto anche in previsione del suo atteso ritorno in grande stile nel settore dell'intrattenimento.Sarà disponibile dal 3 aprile il documentario di DisneyNature, "Elephant", per il quale la duchessa ha prestato la sua voce. Adesso i due sono in 'lockdown', esattamente come il resto della California. Ma il coronavirus potrebbe aver riavvicinato i due fratelli: secondo Fox News, i due hanno chattato e "si sono collegati con il padre, Carlo, via video, scherzando con lui e rendendolo felice di vederli di nuovo insieme".