Di Maio presenta Impegno civico: noi riformisti contro estremismi

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Roma, 1 ago. (askanews) - La colonna sonora scelta è 'We can be heroes' di David Bowie, il simbolo un tondo verde-azzurro e arancione con la scritta Di Maio e un'ape "simbolo della nostra coscienza ecologista".

Il ministro degli Esteri presenta alle Officine Farneto il suo nuovo partito politico 'Impegno civico'. Accanto a lui Bruno Tabacci, grazie al cui simbolo - quello di Centro democratico - questa nuova formazione non dovrà raccogliere le firme per presentare le liste. Ma entrambi assicurano che il sodalizio non è di convenienza. "Questa operazione che facciamo oggi non è casuale. Luigi è più giovane dei miei figli, quindi è un passaggio generazionale, è un investimento sul futuro", spiega Tabacci.

Di Maio promette che Impegno civico non sarà un progetto che si esaurisce il 25 settembre. "La nostra forza politica che oggi si mette in cammino guarda al futuro dei prossimi decenni. Tutti insieme per cambiare l'Italia e migliorarla e sono sicuro che i compagni di viaggio sono di qualità".

Il ministro degli Esteri traccia anche la mission della nuova formazione. "E' un partito riformatore, che guarda all'innovazione, all'ecologia, ai giovani. Non vuole parlare agli estremismi, non ci interessa parlare con chi vuole sfasciare tutto, chi fonda la propria politica sul no. Saremo moderati e pensiamo che questo sia un vantaggio".

Nessun riferimento esplicito al tema delle alleanze, ma il messaggio che Di Maio invia sia al Pd sia a chi, come Calenda, pone veti sul suo nome è decisamente chiaro: "Il fronte riformista deve essere unito", "lasciamo agli estremisti, alla destra i litigi, le ironie, i veti. Quando ci sono delle priorità per il Paese si risponde con unità non con divisioni".

Il leader di Ic avanza anche una proposta ai leader di tutti i partiti impegnati nella competizione elettorale. "Io vorrei aprire questa campagna elettorale non con una proposta divisiva ma mettendo assieme le parti. Tutti i leader sostengano, con un impegno chiaro, con un lettera alla Commissione europea, il governo Draghi sul tetto al prezzo del gas", "non possiamo aspettare la fine della campagna elettorale".

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