Di Maio rinuncia al ruolo di vicepremier: “Non esiste più il problema”

luigi di maio

Luigi Di Maio ha rinunciato al ruolo di vicepremier. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rivelato la sua decisione in un video su Facebook postato il 2 settembre. Nello stesso giorno si sono tenute le consultazioni tra i capigruppo del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle e il premier incaricato Conte.

La decisione del pentastellato

“Devo dire che personalmente la sensazione avuta è che mentre noi passavamo giornate a lavorare sul programma qualcun altro le passava a colpire me. Invidio il loro tempo, perché io tutto questo tempo di pensare agli altri non ce l’ho. In questi giorni si è fatto un gran parlare del tema della vicepresidenza e si è detto che la trattativa si è bloccata per questo. Ma non è vero, tanto è vero che i tavoli sul programma sono andati avanti”: così Luigi Di Maio si è rivolto agli italiani in un video pubblicato su Facebook il 2 settembre. “Il concetto era semplice: Giuseppe Conte era un premier super partes, per questa ragione se ci fosse stato un vicepremier del Pd era giusto ci fosse anche un vicepremier del M5S, così che avessero pari rappresentanza. Abbiamo saputo che il Pd ha rinunciato e il problema non esiste più”: così il leader del Movimento 5 Stelle ha chiuso il tema dei vicepremier. Stando a quanto ha rivelato dopo le consultazioni che si sono svolte nel pomeriggio tra i capigruppo pentastellati e del Pd con il premier incaricato, neanche il Partito Democratico è intenzionato a nominare un vicepresidente del Consiglio dei ministri. Si tratta di una svolta rispetto al primo governo guidato da Giuseppe Conte, quando Matteo Salvini e Luigi Di Maio erano vicepremier.

La replica di Zingaretti

Nicola Zingaretti ha replicato alle parole di Di Maio sulla sua pagine Facebook, esprimendo la speranza che vengano raggiunti gli obiettivi prefissati: “Stiamo lavorando con pazienza e serietà per un governo di svolta vera, questo serve all’Italia, che riaccenda i motori dell’economia, che nell’ultimo anno si è fermata, che tagli le tasse sul lavoro, per aumentare i salari specialmente quelli più bassi, che investa nella Green Economy e sulla scuola, per lo sviluppo economico delle imprese, che modifichi i decreti sicurezza; un governo che cambi radicalmente quello che abbiamo visto finora e faccia cose utili per gli italiani. Se si stanno facendo, come pensiamo che si stiano facendo, per fortuna, passi in avanti in questa direzione, ovviamente noi siamo fiduciosi e ottimisti e continueremo a lavorare per questo risultato”.