Zingaretti: "Discontinuità sui nomi", ma il M5S: "Conte unica soluzione"

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Il tempo stringe e le nuove consultazioni fissate in settimana da Mattarella obbligano Movimento 5 Stelle e Pd a trovare le basi per un accordo da presentare al presidente della Repubblica. Intesa che al momento appare lontana, soprattutto per lo stallo sul nome del premier dimissionario.

Zingaretti: “Discontinuità anche sui nomi”

Nella partita sul nome del futuro presidente del Consiglio il M5S insiste sul nome di Conte, ma in una conferenza stampa del pomeriggio al Nazareno il segretario del Pd Zingaretti ribadisce il suo no: "La discontinuità deve essere garantita anche da un cambio di persone. Ci sono opinioni differenti ma io ribadisco una posizione anche convinto, come ho detto stamattina, che si possa trovare una soluzione. Noi faremo di tutto per trovare una soluzione possibile, ma che ancora non si è determinata". E continua: “Faccio appello al Movimento 5 Stelle e alla Sinistra perché si apra già da domani un confronto nel merito delle questioni".

M5S: “L’Italia non può aspettare il Pd”

""La soluzione è Conte, il taglio dei parlamentari e la convergenza sugli altri 9 punti posti dal vicepresidente Di Maio. Non si può aspettare altro tempo su delle cose semplicemente di buon senso. È assurdo. L'Italia non può aspettare il Pd. Il Paese ha bisogno di correre, non possiamo restare fermi per i dubbi o le strategie di qualcuno". Così il M5S in una nota subito dopo il punto di Zingaretti.

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Orlando “Cinque Stelle parlano solo di poltrone”

Duro il vicesegretario vicario del Pd Andrea Orlando: “Sono tre giorni che aspettiamo di parlare dei problemi del Paese mentre i 5 stelle parlano solo di poltrone. Noi siamo qui da ieri a parlare di contenuti".

Di Maio: "Solo Conte premier"

"Nessun confronto è possibile davanti ai veti, come quello che continua ad arrivare sul premier Giuseppe Conte. Se non si sciolgono i veti e non otteniamo le garanzie adeguate per il Paese diventa tutto molto difficile". Così fonti del M5S che aggiungono: "dire di no a Conte per trovare altri nomi figli di strategie politiche, significa indebolire il Paese. Non vorremmo che fosse una scusa per tornare al voto. In tal caso Zingaretti e i suoi devono essere chiari".

Zingaretti: "No a un Conte bis"

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, nella telefonata con Luigi Di Maio, ha ribadito il no a un Conte bis, per i motivi che aveva già spiegato al leader del M5s. Secondo quanto riferiscono fonti della segreteria Dem, Zingaretti avrebbe espresso "malessere" per gli "ultimatum" da parte di Di Maio. Le fonti riferiscono che "si lavora comunque a una soluzione".

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Renzi: “Zingaretti dica sì a Conte”

"Zingaretti accetti la sfida del M5s, dia via libera a Conte per formare un esecutivo di svolta sui contenuti e sulla compagine ministeriale". E' quanto fanno emergere in queste ore fonti parlamentari renziane che spingono per l'accordo. "Il segretario si ricordi che è ancora possibile un governo con Salvini reinsediato al Viminale. Per questo il Pd deve mantenere la barra dritta, e lavorare a una alleanza riformatrice anche con Conte premier", sottolineato le stesse fonti.

Roberto Fico resta alla Camera

"Roberto Fico ricopre l'incarico di presidente della Camera dei Deputati e intende responsabilmente dare continuità al suo ruolo". Lo hanno reso noto fonti interne a Montecitorio, di fatto sfilando il grillino dalla possibilità, presentata dal Pd, di diventare premier.

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