Tria resta

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Tria resta  

Niente addio, Tria resta. Dopo le voci di dimissioni circolate in seguito all'assenza del titolare di via XX settembre al vertice di giovedì sulla manovra, fonti di Palazzo Chigi riferiscono che "il ministro Tria sta svolgendo il suo lavoro con serietà ed impegno, in piena sintonia con l'azione dell'esecutivo. Tutto il resto - sottolineano - sono fantasiose ricostruzioni destituite di ogni fondamento". Le stesse fonti assicurano che "in questa delicata fase di dialogo con l'Europa sulla manovra economica, il governo va avanti compatto". Lo stesso Tria sottolinea che quella delle dimissioni è una "ipotesi che non esiste". Il ministro dell'Economia nega anche le ricostruzioni di stampa in base alle quali avrebbe inviato un messaggio a Renato Brunetta dicendogli: "Non ne posso più". 

I due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini fanno quadrato attorno al ministro. "Tria deve restare, squadra che vince non si cambia", dice Di Maio, a Radio 24, smentendo le voci "che attribuiscono ai Cinque Stelle la volontà di far dimettere il ministro dell'Economia". "La trattativa con la Ue la fanno Conte con Juncker e Tria con i suoi omologhi", sottolinea poi il vicepremier ribadendo di avere "piena fiducia in tutti e due". Salvini, parlando con i cronisti di fronte a Montecitorio, a chi gli chiede se con il ministro dell'Economia ci fossero problemi, risponde: "Stiamo lavorando tutti insieme, con Tria non c'è nessun problema, nessuno - precisa - ha mai chiesto le sue dimissioni".