Renzi fa ballare ancora il Pd

Alessandro De Angelis
Democratic Party leader Matteo Renzi holds a press conference on the election results, in Rome, Monday, March 5, 2018. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Adesso c'è una "pazza idea". Affidata a una "riflessione" e a un sondaggio lampo, di cui si attende l'esito nei prossimi giorni. La "pazza idea" consiste nel grande ritorno di Renzi, come candidato alle primarie del Pd. A grande richiesta di un'area smarrita, a un passo dal "liberi tutti" dopo il gran rifiuto di Minniti. Perché, gli hanno ripetuto i suoi, "se vince Zingaretti a quel punto siamo dei corpi estranei e il Pd non è più casa nostra, solo tu hai un appeal nel nostro popolo". L'ex segretario, per dirla con chi ha parlato con lui, "non ha detto no". Ma neanche sì. Sta, appunto, riflettendo. E giocando, alimentando voci su più schemi: non smentisce la l'ipotesi della ricandidatura, smentisce ma lavora a quella di un altro partito, in fondo compiaciuto di una discussione "renzicentrica" di un partito ancora appeso ai suoi umori e alla sue decisioni. Leggete qui il tweet di fine giornata, in cui non nega nessuna delle ipotesi:


L'esito della riflessione è affidato non solo a valutazioni politiche di ordine generale, ma anche a un sondaggio che, detta in modo un tranchant, verifichi se c'è partita o se, invece, col suo ritorno la personalizzazione della pugna produrrebbe l'effetto referendum. Ovvero una valanga a favore di Nicola Zingaretti. Nei giorni scorsi proprio Renzi ha avuto un lungo colloquio con gli esperti di Swg. Quella vecchia volpe di Dario Franceschini, parlando fitto con qualche deputato, spiega: "Ci sta pensando veramente. A quel punto può succedere di tutto. Anche che voti una valanga di gente perché si crea una forte polarizzazione". In un altro angolo del Transatlantico Matteo Orfini ragiona a voce alta: "Io sono il...

Continua a leggere su HuffPost