Di Pietro: carcere a evasori? Servono controlli non pene alte

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Roma, 22 ott. (askanews) - "Il problema non è quanti anni di pena prevedi nel codice penale, il problema è quanti evasori riesci a prendere. Oggi come oggi una vera riforma implica il raddoppio del personale giudiziario e di polizia, il raddoppio dei controlli, il raddoppio delle carceri. Tu puoi mettere tutte le pene che vuoi sul piano nominale, ma se poi non riesci a prenderle non serve a niente. Il problema di fondo è avere strutture, mezzi e risorse. Se il poliziotto non ha neanche la benzina per rincorrere il ladro, è inutile che dici: al ladro gli do 10 anni di galera. Questo provvedimento non toglie e non aggiunge nulla. Anche due anni di condanna sarebbe ottimo se qualcuno andasse dentro davvero". Lo ha detto Antonio Di Pietro, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

"Sento dire che c'è una rivoluzione copernicana, che finalmente si accelerano i processi, ma questa politica dell'annuncio è diventata anche offensiva per l'intelligenza dei cittadini. Prima fallo e poi dillo! Alla fine ogni giudice si rende conto che se uno evade 100mila euro, non è che con 10 anni di carcere hai risolto il problema, il problema è risolto se quei 100mila euro glieli fai pagare. Secondo me meglio la sanzione pecuniaria, se tu hai evaso il fisco io ti porto via la casa", ha concluso Di Pietro.