Di Pietro sul crollo del ponte Morandi: "Non si può revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia. Salvini l'ha capito, i ministri improvvisati M5S no"

Huffington Post
"La caduta del ponte Morandi non e sufficiente per chiedere la revoca della

"La caduta del ponte Morandi non è sufficiente per chiedere la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia". Antonio Di Pietro, alla trasmissione In Onda su La7, si scaglia contro quelli che definisce "ministri improvvisati" del Movimento 5 Stelle e spiega perché secondo lui, in base a quello che prevede la convenzione, è impossibile una revoca immediata della concessione alla società che gestisce quel tratto di strada: "Mi piange il cuore, ma devo dare ragione a quel furbacchione di Salvini, che è un politico navigato rispetto agli improvvisati ministri amici M5s".

La responsabilità dei controlli, ha poi spiegato, non è solo della società che ora è nel mirino del governo. Di Pietro ricorda di essere stato il ministro dei Lavori pubblici. Fu proprio lui, nel 2007, a firmare l'accordo con Autostrade per l'Italia: "Il leader della Lega - ha continuato - se ci fate caso, su alcune cose si defila, infatti la concessione prevedeva dei controlli in capo all'Anas e poi alla Struttura di vigilanza, all'interno del ministero delle Infastrutture dal 2013".

Il dito dell'ex ministro è puntato contro l'attuale vertice del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti: "Toninelli invece dice che si costituirà parte civile, Salvini non lo dice. Un laureato in legge sa che se un addetto al controllo non lo fa allora è responsabile civile, non 'parte' civile e Salvini, se fate caso, non dice quelle cose, ben sapendo che la norma prevede il controllo". Una forma di controllo, dice ancora Di Pietro, dunque, che "era già previsto da ottobre 2007, se non è stato fatto è anche colpa di chi fa i controlli".

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