Di Risio, 'nuovi marchi, espansione in Europa e produzione in Italia: ecco le sfide di DR'

(Adnkronos) - "DR Automobiles ha ormai una quota sul mercato italiano intorno all'1,50%, ma visto che ci sono ancora diverse aree 'libere' nella copertura del territorio nazionale, la' dove siamo presenti al momento siamo oltre il 2%. Quindi questa share è alla nostra portata" considerando l'espansione della rete di vendita e l'arrivo di nuovi prodotti. Lo sottolinea all'Adnkronos Massimo Di Risio, fondatore del gruppo DR Automobiles, che negli ultimi mesi ha registrato aumenti a tre cifre, in controtendenza con il mercato. "Dietro la nostra crescita ci sono diverse ragioni: la situazione generale di carenza di prodotto ci agevola molto, ma non c'è solo la pronta consegna" spiega l'imprenditore ricordando come "oggi il nostro cliente è molto diverso da quello degli esordi di DR: è più giovane ed evoluto". "Ma anche noi - ammette - all'inizio offrivamo rispetto alla concorrenza meno qualità e stile ma un gap di listino importante" rispetto alla concorrenza: "Oggi invece abbiamo colmato il divario tecnologico, riscuotiamo successo in termini di stile ma abbiamo ancora un differenziale di prezzo convincente".

E i numeri delle immatricolazioni, aggiunge Di Risio, non raccontano tutta la crescita del gruppo molisano: "E' vero. cresce l'immatricolato, ma ancora di più l'acquisizione di ordini" con un andamento che sta svuotando i piazzali di DR. Ma se molti concorrenti ormai escludono la possibilità di consegnare le vetture entro fine 2022, noi - sottolinea - "riusciamo ancora ad evadere un ordine in 30-35 giorni".

A rafforzare la crescita, spiega l'imprenditore molisano, contribuiranno i due nuovi marchi - Sportequipe e Ickx - presentati a MiMo 2022, anche se il contributo all'inizio sarà più di offerta che di numeri: "Non ci aspettiamo i volumi di Evo e DR, sono brand che operano in un mercato di nicchia". Ma sono passi di un percorso verso l'alto del mercato, spiega Di Risio: "Il fuoristrada Ickx che abbiamo portato a Milano

è solo il primo di una serie di vetture a trazione integrale, mentre le Sportequipe saranno auto a 2 ruote motrici ma con un piglio più sportivo e un livello di listino più alto rispetto ai due brand già esistenti". Una crescita che ha benefici anche in termini occupazionali: "Oggi DR occupa direttamente circa 300 persone ma - rivendica Di Risio - è un organico che continua a crescere".

Peraltro, a rafforzare le prospettive del gruppo c'è una espansione in Europa che era stata abbozzata prima dell'emergenza Covid e che ora riprenderà con decisione. In occasione dell'evento MiMo 2022, spiega Di Risio, "a Milano abbiamo ospitato una selezione di concessionari spagnoli con i quali inizieremo a collaborare entro la fine dell'anno" con l'obiettivo di creare "una rete in tempi relativamente brevi". "Dopo la Spagna, guardiamo al mercato greco e alle regioni meridionali della Francia. Grazie alla spinta del nostro partner Fca Bank, che può contare su un network di concessionari affidabili, puntiamo a una espansione in Europa lenta ma graduale" spiega l'imprenditore molisano.

Il gruppo è atteso poi a ulteriori scelte produttive, proprio per il raddoppio del numero di marchi. "La piccola elettrica Sportequipe 1 è tutta 'nostra' e nascerà in Italia: potrebbe essere prodotta in Molise ma una scelta definitiva non è stata ancora presa, anche se la decisione sarà fatta a brevissimo". Il riferimento è alla citycar del nuovo brand sportivo Sportequipe, una vettura molto compatta (lunga solo 3,2 metri) e con un’autonomia di 250 km presentata nella rassegna milanese. "Noi siamo molisani e vogliamo continuare a sviluppare lì la nostra azienda, ma ci sono regioni che ci strizzano l'occhio offrendoci una serie di vantaggi. Siamo comunque legati al nostro territorio" ricorda l'imprenditore, che in passato aveva manifestato interesse all'ex impianto Fiat di Termini Imerese ("un'esperienza piuttosto dolorosa" spiega).

Nonostante oggi le vetture dei marchi DR ed Evo siano prodotte da partner cinesi, Di Risio pone l'accento sul fatto che "la nostra attività nasce da una grande passione, che è quella degli italiani con l'automobile: per noi è qualcosa di diverso, fra noi e le auto c'è un legame che in DR vogliamo rafforzare con un prodotto che anche se non viene realizzato per intero in Italia, nasce da una idea , da un progetto, da una azienda italiana".

Elettrica a parte, Di Risio esprime cautela sul processo di elettrificazione accelerata che sta vivendo l'industria europea. Viste le capacità dei partner cinesi di DR - spiega - "avremmo la capacità di procedere sull'elettrificazione ma la nostra filosofia è quella di seguire il mercato" e oggi in Italia "le poche vetture elettriche vendute sono 'imposte' dalle case o dalla politica per ragioni ideologiche: il mercato non è ancora pronto e noi come DR non faremo una scelta che va contro questa indicazione". "In DR siamo più agili dei nostri competitor, più reattivi e veloci: la nostra capacità è quella di adeguarci a ciò che ci chiede il mercato. Oggi vendiamo quello che ci domanda, e se domani dovesse esserci una maggiore richiesta sull'ibrido ci adegueremmo" conclude. (di Massimo Germinario)

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