Dia: Cosa nostra fa affari con una penetrazione subdola e silente

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Roma, 19 lug. (askanews) - "Oggi Cosa nostra cerca di evitare ostentazioni violente e gesti eclatanti, che susciterebbero inevitabilmente riprovazione sociale, al fine di perseguire al meglio i propri affari mantenendo, nel contempo, anche un certo consenso sociale. Questa nuova strategia, in relazione a quella stragista, sta consentendo, infatti, una penetrazione subdola e silente nel tessuto socio-economico-amministrativo, privilegiando, la tattica collusiva-corruttiva". Lo scrive la Direzione investigativa antimafia nell'ultima Relazione Semestrale (2° semestre 2018).

"Gli accordi affaristici illeciti - prosegue il rapporto - sono quindi il frutto della reciproca convenienza tra le parti. La corruzione, fondata su un tessuto sociale ancora disponibile al compromesso e che ha i suoi punti di forza nel familismo, nell'assistenzialismo e in un diffuso clientelismo, è finalizzata ad interferire sul funzionamento della pubblica amministrazione, soprattutto a livello locale e per lo più in quei settori dove transitano cospicue risorse economiche, come quello della sanità, dei rifiuti, del comparto agro-alimentare".

"Considerato che i Comuni, anche quelli di piccole dimensioni possono essere rilevanti centri di spesa, con la corruzione Cosa nostra è in grado di condizionare burocrazia e politica, per raggiungere più efficacemente i suoi scopi. Un settore economico-imprenditoriale a rischio di corruzione si è rivelato quello dei trasporti marittimi, specie per garantire i collegamenti tra la Sicilia e le sue isole minori, destinatario di ingenti finanziamenti pubblici, anche comunitari", conclude la Dia.