Dia: mafia nigeriana aggressiva, rischio contaminazioni islamiche

Sav

Roma, 19 lug. (askanews) - La criminalità nigeriana in Italia "nonostante la pluralità dei gruppi (cults) che la compongono, si presenta compatta e con una fisionomia del tutto peculiare": è "un network con rilevanti segnali di aggressione criminale, che si basa su modelli culturali distanti da quelli occidentali, in costante contatto con la madre Patria, che è necessario monitorare, non solo per valutarne la pericolosità, ma anche per prevenire eventuali contaminazioni da parte di espressioni estremiste filo-islamiche presenti anche in Nigeria, dove Boko Haram continua a diffondersi". È quanto si legge nella Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (2° semestre del 2018), resa nota oggi.

Per la Dia "occorre tenere ben presente che gli strumenti a disposizione devono essere ricalibrati su questa particolare mafia che opera secondo logiche proprie. Logiche che rimandano costantemente ad un network criminale internazionale, con base in Nigeria, cui fare riferimento. Sul piano investigativo allora la visione dovrà essere sempre più orientata ad investire nell'analisi delle rotte internazionali delle potenziali 'cellule' di questo network, la cui strategia sicuramente punta a fare affari attraverso il traffico internazionale di stupefacenti e la tratta di persone ridotte in schiavitù, non di rado mimetizzate tra i flussi di immigrati clandestini. In tale ambito non si potrà prescindere dal riservare la massima attenzione verso gli istituti penitenziari, per evitare che si alimentino percorsi di radicalizzazione".