Diabete 2, in estate la metà pazienti rischia di "sgarrare" con cure

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Roma, 27 lug. (askanews) - Il caldo fa passare la fame, facendo dimenticare per un po' calorie e carboidrati. Oppure fa venir voglia di sostituire il pasto con un bel gelato o una buona dose di frutta. Il risultato, se si soffre di diabete e non si aggiustano le terapie, può far 'sballare' la glicemia. Accade a circa la metà dei pazienti che può andare incontro a cali repentini degli zuccheri nel sangue da mancanza di appetito, se si utilizzano farmaci che aumentano il rischio di ipoglicemie, o al contrario a picchi di iperglicemia da eccesso di zuccheri, se non si adegua la cura al maggior introito di zuccheri da gelati, sorbetti, frutta, bibite dolcificate. A tutto questo si aggiunge spesso la complessità di assunzione delle stesse terapie, che con il cambio della routine delle giornate di vacanza favorisce dimenticanze ed errori. Una soluzione può arrivare dalle nuove cure come dulaglutide, principio attivo di ultima generazione di Eli Lilly, agonista del recettore del GLP1 (Glucagon like peptide-1) utilizzato anche in Italia nel trattamento del diabete: una terapia semplice che prevede una sola iniezione a settimana e che grazie a un meccanismo d'azione glucosio-dipendente mette al sicuro dalla possibilità di ipo e iperglicemie fuori controllo. Con 'effetti collaterali' positivi, visto che aiuta a ridurre il peso e soprattutto è il primo farmaco ad aver dimostrato di diminuire in maniera significativa il pericolo di eventi come morte cardiovascolare, infarto miocardico e ictus non fatali, anche in chi non ha una malattia cardiovascolare accertata: lo ha dimostrato il recente studio REWIND (Researching cardiovascular Events with a Weekly Incretin in Diabetes), condotto su quasi 10 mila pazienti affetti da diabete di tipo 2.

"L'estate può diventare un momento 'critico' per i diabetici perché spesso in vacanza si modificano le abitudini: c'è chi diventa più attivo e chi passa il tempo fermo sotto l'ombrellone, chi con il caldo perde l'appetito e quindi introduce meno calorie e carboidrati dalla dieta e chi al contrario pur riducendo il consumo di cibo sposta i consumi verso alimenti ipercalorici come i gelati o molto zuccherini come la frutta. Si consumano cibi diversi, in differenti quantità rispetto al solito - spiega il prof. Domenico Mannino, presidente AMD (Associazione Medici Diabetologi) e direttore UOC Diabetologia e Endocrinologia ad Grande Ospedale Metropolitano "Bianchi Melacrino Morelli" di Reggio Calabria -. Tutto questo può incidere sulla glicemia e le terapie andrebbero quindi rivalutate: se si utilizzano farmaci associati a un maggior rischio di ipoglicemie si potrebbe avere un repentino calo di zuccheri, mangiando di meno, mentre in altri casi la cura potrebbe non essere sufficiente".(Segue)