Diabete 2, in estate la metà pazienti rischia di "sgarrare" con cure -2-

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Roma, 27 lug. (askanews) - Quando si va in vacanza, poi, è più difficile sfuggire alle tentazioni, così Paolo Di Bartolo, presidente eletto AMD e responsabile della Rete clinica di diabetologia della Romagna, raccomanda: "Ricordarsi di bere molto, astenersi da attività sportive strenue, non esporsi troppo al sole, controllare spesso la glicemia, misurare la pressione arteriosa con regolarità sono solo alcuni dei consigli più importanti. È utile parlare con lo specialista prima delle vacanze anche per chiedere consigli nutrizionali: si potrebbe scoprire con sorpresa che un pasto potrebbe essere sostituito con un bel gelato, basta che si facciano gli eventuali necessari adattamenti della terapia farmacologica. Particolare attenzione e cautela nelle modifiche dietetiche e dell'attività fisica è indispensabile soprattutto se si stanno assumendo farmaci associati a un elevato rischio di ipoglicemia, come insulina, sulfaniluree, repaglinide. La terapia 'estiva' richiede perciò una ri-taratura dei dosaggi e se è molto complessa l'adesione al trattamento è a rischio. Da qualche anno sono tuttavia disponibili farmaci che rendono la gestione della cura più semplice in questa fase dell'anno, come gli agonisti dei recettori del GLP1: la loro azione dipende dalla concentrazione del glucosio, non è perciò un effetto ipoglicemizzante ma piuttosto anti-iperglicemizzante. Ciò si traduce nell'assenza del rischio di ipoglicemie; un esempio è dulaglutide, a somministrazione settimanale, che semplifica molto la gestione e l'adesione alla terapia, in vacanza e non".

Basta infatti una sola somministrazione sottocute alla settimana: nonostante si tratti di una terapia iniettiva, i pazienti la accettano di buon grado e questo si traduce in una maggiore aderenza alla cura e risultati migliori. Con dulaglutide l'efficacia non si limita però alla riduzione della glicemia e dell'emoglobina glicata ma va molto oltre: si tratta infatti di un principio attivo che consente una riduzione significativa del peso corporeo ma soprattutto dell'unico farmaco per cui si sia dimostrato un effetto di riduzione del rischio di eventi cardiovascolari anche in pazienti senza malattia cardiovascolare accertata. Lo ha verificato il recente studio REWIND, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, che per la prima volta ha dimostrato l'efficacia protettiva di dulaglutide in mono-somministrazione settimanale rispetto al placebo, entrambi in associazione alla terapia standard, nei confronti di un primo evento cardiovascolare in soggetti diabetici con malattia cardiovascolare subclinica o fattori di rischio, confermando allo stesso tempo l'azione preventiva di eventi futuri in pazienti diabetici con pregresse malattie cardiovascolari.(Segue)