Diabete: cresce al sud e fra gli anziani. Cosa c'è da sapere

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Roma, 14 nov. (askanews) - Se proviamo a tracciare un profilo del soggetto diabetico possiamo notare che a rischio sono in prevalenza soggetti over 65 e, negli ultimi anni, sono aumentati i casi al sud, in particolare Calabria, Campania e Basilicata. Questo fenomeno è spiegabile sia dall'aumento dell'età media della popolazione e dell'aspettativa di vita che da abitudini alimentari errate, maggiore sedentarietà e condizioni economiche meno abbienti. A fare il quadro della malattia, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete è Edoardo Guastamacchia Presidente di AME-ETS (Associazione Medici Endocrinologi) che accende i riflettori su una patologia silente che spesso è trascurata. Sono circa 5 milioni gli italiani affetti da diabete. Di questi 4 milioni sono consapevoli e oltre 1 milione ignari di avere la malattia. "Esiste un 20 percento di diabete misconosciuto - spiega Guastamacchia - e circa 10 milioni di soggetti che hanno una forma di prediabete. Di questi, secondo le stime di ARNO, due milioni, evolveranno verso una forma di diabete conclamato. Quali sono allora i sintomi a cui prestare attenzione e che denotano l'insorgenza della malattia? Il diabete più diffuso è quello di tipo 2, chiamato anche mellito: ha un'alta prevalenza fra i soggetti anziani - chiarisce Edoardo Guastamacchia, presidente dell'Associazione Medici Endocrinologi - e circa il 65% dei pazienti diabetici è ultrasessantacinquenne, ma suo trattamento in questi soggetti rimane ancora non ben definito. Eppure è noto che la patologia diabetica accelera i meccanismi dell'aterosclerosi, dell'invecchiamento e quindi il rischio di fragilità e disabilità. Per riconoscere il diabete mellito di tipo 2 occorre non sottovalutare alcuni disturbi come: frequenti minzioni durante il giorno (polliuria) o la notte (nicturia), sete eccessiva (polidipsia), debolezza ingiustificata (astenia), fame eccessiva (polifagia), alterazione della sensibilità di mani e piedi, infezioni genitali ed urinarie. Questi sintomi devono essere manifestati al medico di famiglia che provvederà a fare degli accertamenti su glicemia, emoglobina glicata e curva da carico orale di glucosio per confermare la diagnosi. (segue)