Diabete, da vecchio test nuove indicazioni per cure più accurate

Cro-Mpd

Roma, 18 set. (askanews) - Un valore di glicemia uguale o superiore a 209 mg/dl, dopo un'ora dal test di carico orale di glucosio identifica con alta accuratezza i soggetti con diabete tipo 2. Il classico OGTT (la curva da carico di glucosio) alla luce degli studi degli ultimi anni e di quelli presentati al congresso dell'EASD si propone come il test più preciso per far diagnosi di diabete. Ma con delle rivisitazioni

Il diabete è sempre più diffuso in Italia e assistere le persone con la malattia è diventato un impegno sempre più gravoso per il sistema sanitario nazionale. I dati più recenti dell'Osservatorio ARNO Diabete, nato da una collaborazione tra Società Italiana di Diabetologia (SID) e CINECA, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6,34%. E accanto ai casi noti non rilevati da queste fonti (prevalentemente pazienti in terapia solo dietetica, privi di esenzione ticket e mai ricoverati in ospedale) ci sono i casi di diabete misconosciuto che secondo stime recenti corrispondono a circa il 20% del totale. Quindi la prevalenza complessiva del diabete si attesta ragionevolmente intorno all'8 per cento: circa 4 milioni di casi noti e circa 1 milione di casi misconosciuti.

Inoltre, circa 10 milioni di persone hanno una forma di 'prediabete' (alterata glicemia a digiuno e/o ridotta tolleranza glucidica), un pregresso diabete gestazionale o familiarità primo grado per diabete o obesità o sovrappeso centrale. Di questi circa 2 milioni svilupperanno il diabete nei prossimi 10 anni se non faranno qualcosa per evitarlo. La malattia è complessa, seria e potenzialmente grave: la prevalenza e l'incidenza delle complicanze cardio-vascolari (infarto del miocardio, ictus, vasculopatia periferica) risulta aumentata da 2 a 3 volte nelle persone con diabete tipo 2 rispetto alla popolazione non diabetica. Di questo non c'è sufficiente percezione e la conseguenza è una insufficiente determinazione nella identificazione sia dei soggetti a rischio di malattia sia di coloro con diabete misconosciuto.

Recentemente, uno studio italiano realizzato dal professor Giorgio Sesti dell'Università 'La Sapienza' di Roma, presidente della 'Fondazione Diabete Ricerca' e past-president della SID, ha dimostrato che un valore di glicemia maggiore di 155 mg/dl, 1 ora dopo il test da carico orale di glucosio è in grado non solo di identificare i soggetti 'pre-diabete' ma anche un gruppo di soggetti con normale tolleranza al glucosio finora 'invisibili' alle strategie di prevenzione che presentano un rischio aumentato del 400 per cento di sviluppare un diabete conclamato entro i successivi 5 anni. In occasione del 55th Annual Meeting dell'EASD, uno studio internazionale che ha coinvolto 12 centri sparsi per il mondo con un numero complessivo di 21.641 partecipanti ha dimostrato che è possibile utilizzare il valore 1 ora dopo il test da carico orale di glucosio anche per identificare i soggetti con diabete. (Segue)