Diabete, gruppo lavoro europeo propone "gestione integrata" malattia -2-

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Roma, 25 set. (askanews) - Il gruppo di Egide ha due copresidenti, John Bowis, ex ministro della Sanità del Regno Unito, ed ex membro del parlamento inglese ed eurodeputato e Mary Harney, ex ministro irlandese della Sanità e vicepremier. Tra gli altri componenti, l'ex ministro basco della Sanità Rafael Bengoa. L'Italia è rappresentata da Stefano Genovese, responsabile dell'Unità di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche del Centro Cardiologico Monzino IRCCS.

"Il modo migliore per affrontare il diabete, paradigma della malattia cronica, è la gestione integrata - dice Genovese - Per un problema come questo, in modo molto concreto, è stato necessario mettere insieme diverse realtà, dagli ex ministri della Salute ai medici, fino ai pazienti. Ecco perché nasce Egide. Riteniamo come sia importante che l'Europa realizzi una direttiva strategica per tutto il continente. Una gestione integrata è utile per migliorare la qualità di vita dei pazienti e per il risparmio della spesa pubblica. Se l'applicassimo, infatti, avremmo meno ricoveri inappropriati e per complicanze. Grazie a una strategia di squadra, con tutti i soggetti coinvolti, possiamo far diventare il diabete una malattia meno dannosa. In Italia non viene rispettato uno dei principi cardine del Ssn che è l'equità di accesso alle cure, infatti i farmaci innovativi possono essere prescritti solo dagli specialisti diabetologi, mentre in altri Paesi europei come la Spagna sono a disposizione anche del medico di medicina generale".

"Il Green paper dice che dobbiamo muoverci velocemente verso una gestione integrata del diabete. Non possiamo fare assistenza primaria, secondaria e terziaria in un sistema frammentato come quello europeo - spiega Rafael Bengoa, componente di Egide ed ex ministro della Sanità dei Paesi Baschi - la malattia acuta non ha bisogno di assistenza integrata, ma la malattia cronica sì".

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