Diabolik, funerale blindato: malore per la moglie, polemica per accordo non rispettato

Sono stati circa 300 gli agenti delle forze dell’ordine schierati in campo quest’oggi per i funerali di Fabrizio Piscitelli, ex capo ultrà degli irriducibili ucciso con un colpo di pistola nel parco degli Acquedotti a Roma lo scorso 7 agosto.

Dopo alcuni giorni di tira e molla con la famiglia, le esequie di “Diabolik” sono state celebrate al Divino Amore dove solo cento persone, indicate dalla famiglia Piscitelli, hanno potuto assistere. Dal Policlinico di Tor Vergata fino al santuario il corteo funebre è stato accompagnato dagli Irriducibili che hanno applaudito l’arrivo del feretro al Santuario con tanto di cori e qualche saluto romano. Al termine della funzione la moglie di Piscitelli ha anche accusato un malore, la donna è stata soccorsa tempestivamente da un’ambulanza presente nel piazzale antistante il Santuario.

“Non hanno rispettato gli accordi”

Ai microfoni dell’Ansa Rita Corazza ha rivelato che non è stato rispettato l’accordo fatto per il funerale del marito: “C’era l’accordo di far uscire un secondo la bara dal carro funebre prima di andar via dal Santuario del Divino Amore per consentire alle persone che erano sotto il sole per ore di poter salutare Fabrizio un’ultima volta. Ma è stato dato l’ordine di farlo partire senza fermarsi. Non è stato mantenuto l’accordo nonostante il funerale si sia svolto nel massimo rispetto e con compostezza. Mi sento presa in giro”.

“Per rabbia- ha proseguito la donna- ho tirato una bottiglietta per terra ma non l’ho scagliata contro gli agenti. Anzi, invito un eventuale agente ferito da quella bottiglietta a farsi avanti. Sono pronta ad assumermi le mie responsabilità come anche le mie figlie”.