Diabolik, funerali privati. La reazione della moglie

Diabolik, funerali privati. La reazione della moglie

Rita, la moglie di Fabrizio Piscitelli, il leader degli Irriducibili ucciso mercoledì a Roma, ha scritto una lettera aperta: "Ci è stato vietato di celebrare un funerale in forma pubblica per motivi di sicurezza". Secondo la circolare diramata oggi dal questore di Roma, infatti, i funerali dovranno tenersi in forma strettamente privata.

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"Ma la sicurezza di chi?" domanda Rita. "Al contrario di ciò che si pensa e si legge sui giornali, Fabrizio era un uomo amato dagli amici e rispettato da tutti. Non era un mafioso come lo si dipinge in queste ore: non ha mai subito condanne per associazione mafiosa o provvedimenti come il 41bis. E tutti i beni posti sotto sequestro ci sono stati restituiti. Lo state uccidendo di nuovo tanto quanto il killer sorcio che lo ha sorpreso alle spalle. Non ci saranno problemi di ordine pubblico lo garantisco".

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"Noi vorremo soltanto una cerimonia funebre che renda onore a Fabrizio, permettendo ai familiari e agli amici di porgere l'ultimo saluto a un uomo vero, un punto di riferimento per quanti lo conoscevano. Abbiamo il sacrosanto diritto", prosegue la lettera aperta, "di rendere omaggio a mio marito come merita noi famigliari e le centinaia di persone che desiderano farlo. Abbiamo il diritto e la volontà di consolarci nell’abbraccio della gente che voleva bene a mio marito. Ancora una volta, l’ultima".