Diabolik, i genitori contro Lotito: "Lei in silenzio su Fabrizio"

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"Gentile signor Lotito, siamo i genitori di Fabrizio Piscitelli che con queste poche righe vogliamo ringraziarla per la sua assenza a proposito di un semplice messaggio di cordoglio di cui si è parlato. Con molta sincerità, noi genitori abbiamo invece gradito il suo silenzio, perché al contrario, riteniamo che avrebbe ulteriormente infangato la memoria di nostro figlio". Inizia così la dura lettera che i genitori di Fabrizio Piscitelli, il leader degli Irriducibili ucciso a Roma il 7 agosto scorso, hanno inviato oggi alla Ss. Lazio all'indirizzo del presidente Claudio Lotito e che poi hanno voluto rendere pubblica.  

Nella lettera i genitori di Diabolik, dopo aver premesso che "volutamente abbiamo scelto di scriverle dopo il derby proprio al fine di non esacerbare gli animi", spiegano: "Doveroso ci appare esprimere comunque qualche banale considerazione sul suo comportamento. Lo stile garbato e gentile che non le appartiene secondo il nostro modesto parere, unito al pensiero 'arrogante e saccente' di cui lei ci sembra essere un portatore, deve averle fatto ritenere 'politicamente' opportuno restare in silenzio insieme al suo staff e ai giocatori, basandosi forse sulla fedina penale di Fabrizio" 

Nella lettera si mettono prima in luce le vecchie vicissitudini giudiziarie del presidente laziale per poi sottolineare che il predecessore della società biancoceleste Sergio Cragnotti una parola l'ha spesa per Diabolik. "Ci teniamo a evidenziare e a rendere nota la gentilezza e l'umanità del Dr. Sergio Cragnotti (già ringraziato privatamente) che con poche parole ha rivolto le sue condoglianze riferendosi ad un vero laziale, ad un laziale con L maiuscola escludendo correttamente dal punto di vista etico e morale, ogni altro aspetto, non pertinente alla morte. Un distinguo che pochi hanno saputo fare ma che segna poi la differenza rispetto allo spessore degli individui".