“Diabolik, Ginko all’attacco”, Bellucci: per me tuffo nel passato

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Roma (askanews) – I fratelli Manetti riportano sullo schermo Diabolik ma questa volta a rubargli la scena c’è il suo ispettore-rivale. In “Diabolik. Ginko all’attacco”, nei cinema dal 17 novembre, sembra arrivare vicino alla cattura del celebre ladro, questa volta interpretato da Giacomo Gianniotti, forse con la complicità di Eva Kant-Miriam Leone.

Ma se Ginko nel suo lavoro è lucido e deciso c’è una donna che fa vacillare le sue sicurezze: Altea, duchessa di Vallenberg, interpretata da Monica Bellucci, che racconta: “Quando ho visto il primo Diabolik per me è stato un tuffo nel passato, perché i fratelli Manetti hanno veramente rispettato il ritmo del fumetto, pur facendo un film che rappresenta il sogno, l’avventura.

Sono personaggi che rischiano, tanto, perché hanno il coraggio di seguire il proprio cuore, e quindi il fatto che hanno delle emozioni così forti, ce li rendono dei personaggi in cui tutti, in qualche modo, si possono identificare.

E poi questo amore impossibile con. Valerio, questo amore proprio nella vita, dice, giustamente”.

Mastandrea dice: “Secondo me qua si vede pure molta italianità nel concepimento di un personaggio così, e molto che sia stato creato da due donne, in quegli anni, non rinunciando a mettergli vicino, a mettergli di fronte due donne potenti”.

La fedeltà al fumetto, nelle atmosfere, nei personaggi, anche nell’azione, rende il Diabolik dei Manetti un eroe anche romantico e forse un po’ ingenuo. Marco Manetti dice: “L’arte dovrebbe farti riconciliare con la fantasia, quindi l’ispettore che cerca di catturare il terribile criminale, che però ama follemente Eva. E’ una roba che si è persa oggi. Questi film sono film eroici ma troppo raffinati, complessi, con psicologie difficili da capire, da interpretare. Invece quell’ingenuità è vero che è d’epoca ma forse non dovrebbe essere d’epoca, dovrebbe essere ciò per cui si va al cinema”.