Diagnostica e terapia nel Terzo Millennio: Neuroradiologia protagonista

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Roma, 7 giu. (askanews) - Il 40% degli accessi ospedalieri richiedono esami diagnostici di neuroradiologia e il 70% delle risonanze magnetiche sono, ormai, di pertinenza neuroradiologica; è la specialità che più di ogni altra utilizza l'Intelligenza Artificiale mentre gli esiti clinici dello stroke e la cura del dolore vertebrale sono radicalmente migliorati. Se ne discute a Roma dall'8 all'11 giugno in occasione del 31mo Congresso dell'Associazione Italiana di Neuroradiologia (AINR) "un'occasione per celebrare, dopo il rinvio causa-COVID, il 60° anniversario dalla fondazione nel 1961 e far conoscere alla cittadinanza una disciplina divenuta sempre più importante nell'equilibrio SSN degli ultimi decenni".

"I problemi neurologici sono all'origine del 40% degli accessi in ospedale e il 70% delle Risonanze Magnetiche è ormai di pertinenza neuroradiologica ma molti pazienti non ci conoscono perché rimaniamo spesso dietro le quinte" spiega Andrea Rossi, Presidente AINR e Direttore della UOC Neuroradiologia IRCCS Istituto Giannina Gaslini di Genova.

La neuroradiologia è la scienza che, mediante la creazione di immagini, fornisce indicazioni diagnostiche del sistema nervoso centrale utilizzando diverse tecnologie quali la Tomografia Computerizzata, la Risonanza Magnetica, l'ecografia, la radiologia tradizionale e l'angiografia. Oltre a questo la moderna Neuroradiologia è anche Interventistica, non si limita cioè a formulare la diagnosi ma interviene con metodiche terapeutiche sia per la patologia encefalica che spinale. Ci sono 60 Unità Operative di Neuroradiologia in Italia e la disciplina è cresciuta progressivamente nell'equilibrio del SSN.

Nel 1976 fu fondata la prima Unità Operativa Complessa di Neuroradiologia all'Ospedale Cardarelli di Napoli. Oggi gli universitari sono 50 e i giovani ricercatori (14) sono raddoppiati negli ultimi tre anni. Ricerca, tecnologia e la formazione sono le tre anime indissolubili di una disciplina "che è sempre stata antesignana nell'innovazione. Pensiamo fin dagli anni '70 alla TC e poi alla RM; tutte sono nate per lo studio del cervello - aggiunge Alessandro Bozzao, Presidente del Congresso e Professore Ordinario di Neuroradiologia e Responsabile della UOC di Neuroradiologia dell'Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma -. La RM funzionale, ad esempio, consente di valutare l'attività della corteccia cerebrale durante una task motoria o di pensiero. La RM con perfusione cerebrale ci consente di caratterizzare molte condizioni patologiche come i tumori cerebrali ma anche le zone di tessuto cerebrale a rischio durante uno stroke ischemico".

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