"Dialogo con talebani è passo obbligato. Sfiducia Ue negli Usa è un problema"

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ROME, ITALY - DECEMBER 06: Former Italian politician and Professor Romano Prodi attends a press conference with Italian journalist Marco Damilano (not pictured) during the National Fair of Small and Medium Publishing,
ROME, ITALY - DECEMBER 06: Former Italian politician and Professor Romano Prodi attends a press conference with Italian journalist Marco Damilano (not pictured) during the National Fair of Small and Medium Publishing,

“Fallita l’opzione bellica ci resta infatti solo la via del dialogo, anche con paesi e organizzazioni politiche così lontane dalla nostra tradizione”. Lo scrive Romano Prodi sul Messaggero, parlando degli sviluppi della crisi in Afghanistan.

“La presa di potere da parte dei talebani appare completa e, nel prevedibile futuro, senza alternative. Bisogna quindi tenerne conto e dedicare ogni nostra energia nell’evitare vendette e spargimenti di sangue, proteggendo, per quanto è possibile, almeno i diritti elementari di tutti i cittadini afghani. Non credo che, nonostante le dichiarazioni riassicuranti, quest’obiettivo sia una priorità degli attuali governanti del martoriato Paese”.

“Solo una forte pressione internazionale, fondata su un comune interesse per una stabilizzazione dell’Afghanistan, può in qualche modo evitarne le più drammatiche conseguenze (...) Il dialogo con i talebani è quindi un passo obbligato ed è perciò positivo lo sforzo che sta facendo Draghi per metterlo nell’agenda di una riunione straordinaria dei G20, dove Cina e Russia siedono insieme agli Stati Uniti, ai Paesi europei, all’India, alla Turchia e all’Arabia Saudita. Una sede in cui, anche se non è il luogo ideale per prendere decisioni concrete, si può iniziare la ricerca di un compromesso fra tutti coloro che, per diverse ragioni, hanno interesse a non creare ulteriori tensioni in un’area così politicamente delicata. È infatti più facile iniziare un dialogo in questa sede così ampia che non in incontri diretti fra Paesi divisi da forti e crescenti contrasti”.

C’è un nuovo ostacolo a questo processo. Anche Prodi non può che rilevare che “il sentimento di sfiducia negli Stati Uniti tocca i Paesi europei che hanno sempre contato sulla protezione dell’Alleanza Atlantica e che sono costretti a prendere atto che la nato non è stata nemmeno consultata. Questo problema, almeno per ora, riguarda solo le cancellerie ma diventerà sempre più importante in futuro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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