"Diamoci tutti una sveglia"

Alessandro De Angelis

Speranza, ma se si vota a settembre come pensano parecchi del Pd, voi che fate?

Quando si voterà noi ci saremo. Francamente, a questa eventualità delle urne a settembre continuo credere poco, al netto delle stucchevoli schermaglie quotidiane sulla manovra, ennesimo capitolo di una campagna elettorale permanente sulla pelle del paese. I Cinque stelle hanno paura della crisi e Salvini ormai rappresenta un pezzo di Paese che non gradisce “avventure” ferragostane.

 

Roberto Speranza, segretario di Articolo 1, è stato forse colui che si è speso di più per la lista unitaria alle europee che ha portato ad un riavvicinamento al Pd di Nicola Zingaretti. Adesso, dopo il caso Lotti, chiede una svolta. E, in questa intervista, lancia la sua proposta a Nicola Zingaretti e alle altre forze del centrosinistra: “Facciamo gli Stati generali dell’alternativa alla ripresa”.

 

Però il tema del vostro rapporto col Pd si pone. Io, dopo la lista unitaria alle Europee, non ho capito se siete rientrati o no.

Siamo e restiamo una forza autonoma. Ma non voglio eludere la questione e le dirò quello che penso con estrema franchezza: il Pd per me, così come è, non è la risposta. È solo un pezzo della fragilità di un centrosinistra che oggi non è ancora in grado di costituire una vera alternativa alla destra. E questo è un grande problema per il Paese. Dico al Pd, al centrosinistra: così non si va da nessuna parte. Come si fa non capirlo?

 

Spieghi meglio.

Senza una svolta vera il centrosinistra non è in gioco. La destra è al 40 per cento solo con Salvini e Meloni. Con Berlusconi si arriva al 50. È ora di darci tutti una bella sveglia. È quello che vedo non mi pare confortante.

 

Aspetti però, prima affrontiamo l’obiezione di fondo che viene mossa agli scissionisti. Alle politiche siete andati male, alle Europee non avete portato chissà quanti voti.

Anche noi siamo dentro la crisi strutturale del centrosinistra di questi anni. Sarebbe folle non riconoscerlo. Eppure...

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