Diamond Princess, Andrea Nardini: “Non ho paura del coronavirus”

andrea nardini diamond princess

La nave da crociera Diamond Princess rimane bloccata al largo delle coste giapponesi mentre dall’Italia Luigi Di Maio prepara il rimpatrio dei 35 italiani a bordo. Nonostante l’epidemia di coronavirus, infatti, il titolare della Farnesina ha assicurato che nessuno verrà lasciato solo. Tuttavia, un ufficiale di 21 anni a bordo della Diamond Princess, Andrea Nardini, non intende lasciare la nave. “Non ho paura del coronavirus – ha confessato il 21enne in un’intervista a La Stampa -. Devo terminare la missione“. A bordo sono stati confermati ad oggi 454 casi positivi.

Diamond Princess, chi è Andrea Nardini

Mentre arriva la conferma di un italiano a bordo della Diamond Princess positivo ai test di coronavirus, Andrea Nardini dichiara di non voler lasciare la nave da crociera. L’ufficiale di macchina, infatti, non salirà sull’aereo di rimpatrio degli altri 34 connazionali a bordo. Insieme al 21enne rimarranno sulla nave altri 11, compreso il capitano Gennaro Arma. “Il mio grado prevede di completare 12 mesi a bordo, se riesco potrei diventare terzo ufficiale di macchina. Non so se vale la pena partire”, queste le sue motivazioni in un’intervista a La Stampa. Andrea comunica con i genitori che vivono a Lavagna, in Liguria, grazie alla connessione a Internet. “Altrimenti trascorro il tempo guardando film, purtroppo non possiamo più accedere alla palestra”.

Nonostante l’epidemia, a bordo si respira un’atmosfera tutto sommato tranquilla: “Siamo seguiti dalle autorità giapponesi e dalla compagnia e questo ha permesso alla situazione di non degenerare. Nel mio dipartimento ci sono dieci italiani, quasi tutti non vedono l’ora di rientrare”. Ma Andrea ha deciso di restare, nonostante si dica “combattuto”. Il giovane vorrebbe rientrare soltanto per tranquillizzare la madre e il padre, ma non intende rinunciare alla sua missione.

Andrea ha confessato di aver avuto paura all’inizio: “La notizia è stata un trauma, poi mi sono detto che il rischio era basso e che non dovevamo andare in panico. Ho cercato di mantenere la testa lucida. Oggi va meglio, sono più tranquillo”.

  • Torna dal lavoro alle 23, ma per la GdF è troppo tardi: multa di 550 euro
    Notizie
    notizie.it

    Torna dal lavoro alle 23, ma per la GdF è troppo tardi: multa di 550 euro

    Un uomo torna dal lavoro alle 23, ma viene fermato dalla Guardia di Finanza e prende una multa: per gli agenti era troppo tardi.

  • Coronavirus, l'esperto: tra 15-45 giorni la fine dei decessi
    Notizie
    Yahoo Notizie

    Coronavirus, l'esperto: tra 15-45 giorni la fine dei decessi

    Entro il 15 aprile non dovrebbero più verificarsi decessi in Italia per coronavirus, o al massimo si dovrà aspettare la fine di maggio nello scenario peggiore.

  • La petizione contro Barbara D’Urso raggiunge 40mila firme
    Notizie
    notizie.it

    La petizione contro Barbara D’Urso raggiunge 40mila firme

    Un numero sempre più considerevole di firme è stato raggiunto dalla petizione contro Barbara D'Urso.

  • Ambra Angiolini: la stranezza ai denti notata dai fan
    Notizie
    notizie.it

    Ambra Angiolini: la stranezza ai denti notata dai fan

    Alcuni fan hanno notato una particolare stranezza in Ambra Angiolini: i commenti sui social rivolti all'attrice romana

  • Gemma Galgani in lacrime: “Quanto mi mancate non lo potete immaginare”
    Notizie
    notizie.it

    Gemma Galgani in lacrime: “Quanto mi mancate non lo potete immaginare”

    Gemma Galgani è in quarantena per l'emergenza Coronavirus, e ha manifestato la sua forte nostalgia per i colleghi.

  • Coronavirus: Rezza; "In autunno forse ripartirà, serve una strategia"
    Notizie
    Adnkronos

    Coronavirus: Rezza; "In autunno forse ripartirà, serve una strategia"

    Il coronavirus "circolerà finché non si crea un'immunità di gregge, e si spera non avvenga in breve tempo perché significherebbe far morire tantissime persone e stressare in modo inaudito il sistema sanitario, oppure finché non si trova un vaccino. Rischiamo continue reintroduzioni perché persisterà nella popolazione e dobbiamo essere attenti a intercettare eventuali focolai. Forse d'estate si trasmetterà di meno, ma ad autunno ci sarà il rischio che riparta. Ci vuole una strategia". E' il monito di Giovanni Rezza, direttore Malattie infettive dell'Istituto superiore della sanità, che in un'intervista a 'la Repubblica' riflette anche sul futuro dell'epidemia di Covid-19 in Italia.  "Se abbattiamo finalmente la trasmissione, poi dobbiamo evitare che tutto riparta - sottolinea l'esperto - Vanno intercettati i casi grazie ai medici di famiglia e ai dipartimenti di prevenzione delle Asl, e messi subito in quarantena". Anche la App per il tracciamento è uno strumento "importante. Aiuta a capire dove sono state le persone, così da intercettare contatti a rischio. Si sta lavorando per individuare la soluzione migliore". Il momento è delicato e gli errori non sono ammessi: se l'epidemia riparte, avverte Rezza, "c'è il rischio di chiudere di nuovo tutto".

  • Notizie
    AGI

    Le scuse di ​von der Leyen: "Italia, ora siamo con voi"

    Passo indietro. In un intervento su la Repubblica Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea scrive che “il Paese colpito più duramente, l'Italia, è diventato anche la più grande fonte di ispirazione per noi tutti” e che “solo la solidarietà può farci riemergere da questa crisi – quella tra persone come quella tra Stati”.E von del Leyen di fatto si scusa con il nostro Paese, dicendo che “oggi l'Europa si sta mobilitando al fianco dell'Italia” anche se “purtroppo non è stato sempre così” perciò “bisogna riconoscere che nei primi giorni della crisi, di fronte al bisogno di una risposta comune europea, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria” mentre “non si rendevano conto che possiamo sconfiggere questa pandemia solo insieme, come Unione”. “È stato un comportamento dannoso – ammette von der Leyen – e che poteva essere evitato”, tanto più che “in questi giorni la distanza tra individui è fondamentale per la nostra sicurezza: la distanza tra nazioni europee, al contrario, mette tutti in pericolo”.Ma nel frattempo, garantisce la presidente della Commissione Ue, “l'Europa ha cambiato passo”, tanto da voler “dare una mano, stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione”, così l'Unione stanzierà “fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall'Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto. Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri – dimostrando così vera solidarietà europea” garantisce von der Leyen, che conclude così il suo intervento sul quotidiano italiano: “Questa crisi è una prova per l'Europa. E non possiamo permetterci di fallire. Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all'Europa di domani. Credo che l'Europa possa riemergere più forte da questa situazione, ma dobbiamo prendere le decisioni giuste – qui ed ora”.Perché quel che ha in mente von der Leyen è “un'Europa fondata sulla solidarietà – la nostra più grande speranza e il nostro investimento in un futuro comune”.

  • Istat, il virus ha fatto quadruplicare i morti a Bergamo
    Notizie
    Yahoo Notizie

    Istat, il virus ha fatto quadruplicare i morti a Bergamo

    A Bergamo si è passati da una media di 91 morti nel 2015-2019 a 398 nel 2020.

  • È morto Fausto Petrella, lo psichiatra che indagava la mente: aveva 81 anni
    Notizie
    notizie.it

    È morto Fausto Petrella, lo psichiatra che indagava la mente: aveva 81 anni

    È morto Fausto Petrella, presidente della Società Psicoanalitica Italiana dal 1997 al 2001, psichiatra e psicanalista di 81 anni.

  • Dopo 32 anni Claudio Brachino lascia Mediaset: i motivi
    Notizie
    notizie.it

    Dopo 32 anni Claudio Brachino lascia Mediaset: i motivi

    Claudio Brachino ha detto addio a Mediaset e, sembra, in maniera consensuale, dopo 32 anni.

  • Crimi: "A inaugurazione ospedale Milano violate norme assembramenti"
    Notizie
    Adnkronos

    Crimi: "A inaugurazione ospedale Milano violate norme assembramenti"

    "Col decreto Cura Italia sono stati stanziati 50 milioni di euro, dei quali 8 milioni dati alla regione Lombardia. Vogliamo sapere che intende fare la regione di quegli 8 milioni. Mentre fanno l'inaugurazione di questa struttura a Milano, che ospita 24 pazienti, in pompa magna, violando tra l'altro tutte le norme legate agli assembramenti, forse dovrebbero anche auto-multarsi per queste attività... Mentre c'è questo, a Brescia si piangono ancora i morti. Noi vogliamo anche a Brescia una struttura temporanea". Lo dice ad 'Agorà' su Rai3 il viceministro dell'Interno e leader del M5S, Vito Crimi. "A Brescia abbiamo una situazione drammatica, quasi quanto quella di Bergamo. C'è un appello da parte dei sindaci bresciani a realizzare anche a Brescia una struttura temporanea che vada ad agganciarsi a quella dell'ospedale. Purtroppo da questo punto di vista la regione Lombardia non ha dato nessuna risposta" sottolinea Crimi.  Poi la precisazione sulle passeggiate con i figli, a proposito dell'ultima circolare del Viminale. "Non cambia niente, è stata sempre consentita l'attività motoria intorno a casa per necessità - ricorda - Se intorno casa, oltre a fare la mia attività motoria necessaria per il mio stato di salute, porto il mio bambino, è consentito, tutto qui. Non è cambiato nulla".  Quanto alle mascherine "stiamo cercando come governo di fare il possibile, si sta lavorando sugli esteri per avere la massima disponibilità possibile. La distribuzione avviene attraverso le regioni, stiamo cercando di dire alle regioni di dare contezza di come vengono distribuite queste mascherine. L'esigenza è quella di coprire anche quei medici che stanno assistendo le persone non ospedalizzate".  Riguardo alla sanità, Crimi sottolinea: "Noi siamo sempre stati per riportare la sanità a livello nazionale, perché oggi le regioni stanno dimostrando la differenza di trattamento".

  • Orologioparete.it : Uno store online dedicato agli orologi da parete Made in Italy in pronta consegna
    Notizie
    Adnkronos

    Orologioparete.it : Uno store online dedicato agli orologi da parete Made in Italy in pronta consegna

    Milano, 2 Aprile 2020 - Se sei un amante del design e dell’arredamento per la casa, orologioparete.it è lo store online dedicato alla vendita di orologi da parete artigianali e Made in Italy, pensati per arredare qualsiasi tipo di ambiente, ed aggiungere valore ad ogni dettaglio.  C’è una filosofia chiara e precisa dietro alle scelte di catalogo di orologioparete.it: stile, funzionalità e destinazione d’uso.  Artigiani esperti e professionisti d’arredo hanno messo a disposizione la loro esperienza nel settore per creare cataloghi sempre aggiornati secondo gli ultimi trend nell’interior design. orologioparete.it non è un semplice e-commerce di orologi da parete, ma è una vera e propria boutique online, che accoglie il cliente grazie ad un catalogo esclusivo, accompagnandolo passo per passo all’acquisto grazie ad una navigazione fluida ed intuitiva. Tutto questo è possibile grazie anche ad un sistema di spedizione veloce e puntuale, in grado di consegnare la merce in 24 - 72 ore dalla conferma dell’ordine.  Orologioparete è il punto di riferimento d’eccellenza italiana per l’acquisto di orologi da parete, con un catalogo sempre aggiornato di oltre 1000 articoli tra orologi da parete o da tavolo, rigorosamente artigianali e made in Italy. Tutti i prodotti in catalogo sono in pronta consegna, ma non solo, ogni orologio è coperto da garanzia, della durata di 5 anni. Altrettanto comode sono le condizioni di reso, garantito fino a 100 giorni dall’acquisto.  La mission quindi è solo una: soddisfare il cliente con i migliori orologi da parete sul mercato, consegnati direttamente a domicilio e con spedizione gratuita. L’azienda, inoltre, lavora tutti i giorni ad offerte speciali che coniugano qualità, prezzo e sicurezza online, affidandosi solo a circuiti di pagamento verificati. Un punto a favore particolarmente importante va assegnato al team di orologioparete.it per l’assistenza ed il follow-up del cliente nella fase post-acquisto. Oltre alla garanzia di 5 anni, infatti, è garantito il supporto di un efficiente apparato di customer care in grado di guidare il cliente alla risoluzione positiva di ogni dubbio.  Il successo costante dimostrato dal traffico in continua crescita sul portale ne attesta la qualità a livello nazionale, confermando orologioparete.it tra le realtà più promettenti del settore.  Ufficio Stampa Fattoretto srl Agenzia SEO & Digital PR www.massimofattoretto.com

  • Coronavirus, Beppe Sala e i sindaci espongono dubbi a Fontana
    Notizie
    notizie.it

    Coronavirus, Beppe Sala e i sindaci espongono dubbi a Fontana

    Beppe Sala ha dei dubbi su come venga gestita l'emergenza Coronavirus dal Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

  • Cottarelli: da Ue 220 mld euro. Coronabond non servono
    Notizie
    Askanews

    Cottarelli: da Ue 220 mld euro. Coronabond non servono

    "Sono preoccupato per la tenuta sociale"

  • Notizie
    AGI

    Cosa è successo a Mediglia dove sono morti 63 anziani?

    Anziani lasciati a contagiarsi tra loro e a contagiare parenti e amici che, senza sapere, varcavano la soglia della rsa in via Michelangelo 9 a Mediglia, la residenza Borromea, diventata un focolaio per l'infezione da coronavirus. In un mese i 150 ospiti della struttura privata, sono diventati quasi la metà: in 63 sono morti. Il numero, che continua a crescere, è il più alto registrato in una casa di riposo durante questa emergenza. E, al quale, andrebbe poi sommato quello delle persone che sono state contagiate e sono morte proprio dopo essere andate a far visita all'anziano ricoverato. Informazioni tardive? Misure per il contenimento del virus prese fuori tempo massimo? Una igienizzazione dei locali mai fatta? Sono le domande alle quali vogliono una risposta chiara i parenti e i familiari di chi si trova ancora all'interno della rsa e di quanti non ci sono più.Una “denuncia collettiva contro ignoti è pronta a partire”. Lo racconta all'AGI Leonardo La Rocca. Sua nonna è una delle ospiti della residenza. Suo suocero non c'è più, è stato contagiato verosimilmente andandola a trovare. La Rocca insieme a un gruppo di altri parenti vuole la verità su quello che è accaduto nella palazzina di mattoncini rossi, nel comune di 12 mila abitanti della città metropolitana di Milano, che in meno di un mese si è trasformata in un pericoloso lazzaretto. La denuncia, ai carabinieri contro ignoti, la presentiamo perché si faccia luce su come è stata gestita tutta questa faccenda, sia dentro che fuori dalla struttura - ci spiega - . Al momento siamo una quindicina di persone tutte con qualcuno che è dentro o che era dentro la rsa, ma si continuano ad aggiungere parenti perché di giorno in giorno cambiano le cose, cambia il numero dei decessi. E' questa l'unica ragione per cui non l'abbiamo ancora fatta: continuano a chiamarci parenti di altre vittime dicendo ‘anche noi vogliamo unirci'”.Ma ormai ci siamo, la “denuncia è imminente, la presentiamo domani”. E nel frattempo “partirà anche una diffida affinché ci sia una sanificazione della struttura socio sanitaria, che non è stata ancora fatta”. Ma andiamo per gradi, la denuncia su cosa si basa?“Noi denunceremo i fatti, quelli di cui siamo a conoscenza, ognuno con la sua memoria specifica e poi i magistrati saranno bravissimi a individuare le responsabilità. E sappiamo anche che ci sono già dei fascicoli aperti in procura, probabilmente verranno uniti tutti insieme da chi si occuperà della pratica”.Leonardo La Rocca cerca di manere la calma ma la rabbia è tanta perché tante sono le domande che esigono una risposta.C'è un dato in particolare che “è ballerino” ed è quello relativo al “primo caso di contagio nella struttura” che risalirebbe al 4 marzo. “Alcune persone ben informate ci hanno detto che ci sarebbero stati dei casi precedenti, il 23 e 24 di febbraio. Se questo fosse vero, sarebbe di una gravità enorme. Significherebbe che hanno insabbiato e tenuto nascoste le notizie; che non hanno comunicato nulla; e molto banalmente mio suocero sarebbe ancora vivo. Se questa notizia sarà accertata significa che li hanno ammazzati. E hanno anche aperto ai parenti la settimana successiva alla prima chiusura del 23 marzo, rischiando di ammazzare anche i parenti. Sarebbe di una gravità mostruosa. Su questo confidiamo che la magistratura possa fare delle verifiche”.I suoceri di Leonardo, come ci ha raccontato sono risultati positivi tutti e due dopo essere andati a trovare l'anziana mamma. Questo prima che esplodesse il caso. “Per noi è verosimile pensare che si siano contagiati lì dentro perché nella settimana precedente c'era stato cattivo tempo e non si erano mossi da casa. Poi la situazione si è aggravata, mio suocero è mancato sabato”. Sapere cosa stava accadendo avrebbe potuto salvarlo: “quando lui si è ammalato, noi abbiamo fatto il triage telefonico chiamando il numero verde e alla domanda ‘ci sono stati contatti con potenziali soggetti infetti' la risposta è stata ‘no', perché noi non sapevamo assolatamele nulla di quello che stava accadendo lì dentro. Se mio suocero fosse entrato in ospedale 3, 4, 5 giorni prima probabilmente le cose sarebbero andate diversamente”. Cosa hanno risposto dalla residenza Borromeo?“C'è un rimpallo fenomenale, un trasferimento di fiammiferi accesi tra amministrazione comunale, la rsa e l'ats senza soluzione di continuità da quasi un mese, senza che sia stata fatta una ispezione, una sanificazione e neanche solo una ordinanza per programmarla. In quel posto dove stiamo sfiorando il 50 per cento dei decessi sul totale degli ospiti, ancora stanno giocando rimandandosi a vicenda di chi è la responsabilità di attivare la sanificazione".

  • Il coronavirus circolerà anche in estate: il parere di un esperto
    Notizie
    notizie.it

    Il coronavirus circolerà anche in estate: il parere di un esperto

    Pur con un numero di contagi assai inferiore, il coronavirus potrebbe circolare anche in estate: è quanto sostiene l'esperto Alessandro Vespignani.

  • Pakistan, ridotta condanna per presunto omicida di Daniel Pearl
    Notizie
    Askanews

    Pakistan, ridotta condanna per presunto omicida di Daniel Pearl

    Sette anni di carcere per solo rapimento giornalista Usa nel 2002

  • Il capo della Protezione Civile della Calabria rassegna le dimissioni
    Notizie
    notizie.it

    Il capo della Protezione Civile della Calabria rassegna le dimissioni

    Si è dimesso il capo della Protezione Civile della Calabria, Domenico Pallaria: aveva ammesso di non sapere cosa sia un respiratore.

  • Renzi: "Non possiamo vivere 2 anni di reddito di cittadinanza"
    Notizie
    Adnkronos

    Renzi: "Non possiamo vivere 2 anni di reddito di cittadinanza"

    "A Firenze dopo la peste c'è stato il Rinascimento, quindi ci sarà un momento bello, però nel mezzo ci sono due anni in cui non voglio che l'Italia viva di reddito di cittadinanza, perchè se fa così le nostre aziende verranno acquisite per due soldi da soggetti stranieri o chiuse". Lo ha affermato Matteo Renzi, ospite di 'Radio anch'io' su Radiouno Rai.  "A Firenze dopo la peste c'è stato il Rinascimento, quindi ci sarà un momento bello, però nel mezzo ci sono due anni in cui non voglio che l'Italia viva di reddito di cittadinanza, perchè se fa così le nostre aziende verranno acquisite per due soldi da soggetti stranieri o chiuse", ha aggiunto. "La ripartenza è nelle mani dell'Italia, non è colpa dell'Europa, e l'Italia ce la può fare, però bisogna muoversi ora e non aspettare che passi la nottata", ha proseguito. "Attenzione -ha sottolineato l'ex premier- a dare all'Europa la colpa di tutto, l'Europa ha liberato con la Banca centrale europea le risorse per cui lo spread non schizza a 600, l'Europa ha tolto quelle regole sul Patto di stabilità che quando fui al governo furono la mia croce".

  • Una pandemia ogni 7 anni: dall’influenza spagnola al coronavirus
    Notizie
    notizie.it

    Una pandemia ogni 7 anni: dall’influenza spagnola al coronavirus

    La pandemia si registra frequentemente, una ogni 7 anni: dalla spagnola al coronavirus, cosa ci insegna la storia.

  • Australia, perché i più colpiti dal virus sono i 20enni
    Notizie
    Yahoo Notizie

    Australia, perché i più colpiti dal virus sono i 20enni

    L'11,3% dei casi confermati comprende i giovani tra i 25 e i 29 anni. Il 9,3% quelli tra i 20 e i 25.

  • Notizie
    AGI

    Duterte ordina di sparare a chi viola la quarantena

    Il presidente della Filippine, Rodrigo Duterte, ha ordinato alla polizia di sparare ai cittadini che violano le regole della quarantena, imposta per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. La violenta minaccia arrivata dal presidente, riporta il Guardian, segue l'arresto di 21 persone, scese in strada a Quezon City, sull'isola di Luzon, per chiedere aiuto al governo sullo sfondo della crisi provocata dall'epidemia. La polizia ha detto che la protesta non era autorizzata, ma secondo il sito Rapper non e' chiaro se tutti i partecipanti stessero manifestando o se qualcuno semplicemente fosse in cerca di cibo.Ci sono preoccupazioni crescenti nel Paese su come le fasce più povere della popolazione potranno sopravvivere al mese di lockdown imposto sull'isola di Luzon, dove si trova anche la capitale Manila. La maggior parte dei 48 milioni di persone che la popolano dipendono da lavori giornalieri, interrotti bruscamente in seguito alla chiusura decisa dalle autorità.Duterte ha invitato i cittadini ad aspettare l'assistenza del governo, spiegando che "anche se in ritardo, arriverà e nessuno morirà di fame". Il presidente ha avvertito che il rispetto delle misure di quarantena sarà severamente controllato: "I miei ordini alla polizia e ai militari e' di sparare. Piuttosto che creare problemi, vi mandero' nella tomba", ha ammonito Duterte in un discorso trasmesso in tv.

  • Inaugurazione ospedale Fiera, è polemica: “Diventerà nuovo focolaio”
    Notizie
    notizie.it

    Inaugurazione ospedale Fiera, è polemica: “Diventerà nuovo focolaio”

    Diversi utenti del web hanno notato che all'inaugurazione del nuovo ospedale in Fiera a Milano ci siano state molte olccasioni di assembramento.

  • Da fisarmoniche a mascherine lavabili: "Ci salviamo da crisi aiutando"
    Notizie
    Adnkronos

    Da fisarmoniche a mascherine lavabili: "Ci salviamo da crisi aiutando"

    Da mantici per le fisarmoniche e teli mare a un nuovo modello di mascherina 'anti-contagio' lavabile, da usare in famiglia per uscire, comunque non in ambienti medici. Quando l'Italia si è 'blindata' per tentare di fermare la corsa del nuovo coronavirus, Renzo Galassi, 62 anni, ha avuto un momento di disperazione. "Con la chiusura delle attività non essenziali la prospettiva - racconta all'AdnKronos Salute - era precipitato in una crisi profondissima. Ho passato due notti insonni".  Poi l'idea. "Come dare una mano in questo momento così difficile e salvare l'azienda alla quale ho dedicato investimenti in tecnologia da 'era 4.0' e sulla quale ho appena puntato altri 250 mila euro per spingerla sull'onda della 'green economy'?". La risposta è stata: riconvertire in tempi record la produzione in mascherine. Siamo nelle operose Marche, a Osimo Stazione (Ancona). Il titolare dell'azienda familiare Galassi Group alza il telefono e chiama il sindaco Simone Pugnaloni. "Gli ho detto: uniamo le nostre disperazioni e troviamo una soluzione".  "Avevo l'idea di mettere in campo un nostro materiale - dice - Si chiama 'ultramicrofibra', normalmente la usiamo per produrre mantici per fisarmoniche, nostro core business, e teli mare 'a prova' di sabbia finissima, come quella delle nostre spiagge". Le sue caratteristiche "si prestano" alla nuova causa. "E' un materiale versatile, lo usiamo anche per realizzare tende in grado di proteggere dai raggi ultravioletti del sole e fare da barriera al caldo". La scelta è stata di cominciare in tempi rapidi la produzione destinando le mascherine a un uso privato, non professionale. Risultato: in 3 giorni ne sono stati realizzati 12 mila pezzi, che il Comune sta distribuendo alle famiglie di Osimo, cittadina di 35 mila abitanti circa (e appunto 12 mila nuclei familiari). Il 25% di questa quantità è stato donato da Galassi Group.  Per raggiungere l'obiettivo si è mossa anche un'imponente macchina del volontariato che ha dato man forte ai 12 dipendenti della ditta. Galassi si è rimboccato le maniche e ha studiato la fattibilità del nuovo prodotto: "Per quanto compatto e protettivo fosse il mix di poliestere e poliammide che compone l'ultramicrofibra, abbiamo cercato di capire come renderlo ancora più performante, in grado di fare da barriera alle goccioline di uno starnuto, per intenderci. E quindi abbiamo schiacciato le fibre creando un'ulteriore barriera meccanica, poi abbiamo lavato il tessuto con ammorbidenti i cui componenti siliconici, fermandosi nella struttura, hanno aumentato ancora di più l'impermeabilità".  Il materiale non va cucito, ma basta tagliare la sagoma adatta al viso. La mascherina si fissa con asole (regolabili in 3 misure) alle orecchie e si allaccia dietro. "Non segna perché non ha elastici, è morbida e in tessuto certificato, e non c'è necessità di toccarsi naso e bocca per indossarla e toglierla. Noi consigliamo di metterla con gli occhiali da sole o da vista (non ha infatti neanche il ferretto che la blocca sul naso) per avere una protezione massima. Si può usare per andare a fare la spesa, o per situazioni in cui si è costretti a fare code", descrive Galassi. "Aumenta senz'altro la sicurezza, anche psicologica".  La mascherina è riutilizzabile, "noi consigliamo fino a 5 volte. Importante è l'asciugatura: mezz'ora ad alta temperatura in asciugatrice è l'ideale. E poi si può ricomprare. Il costo, Iva esclusa, è di 1,50 euro. E se su questi prodotti l'Iva venisse abbassata al 4%, ci risparmierebbe anche il cittadino". La nuova produzione è partita sabato scorso e lunedì le mascherine erano pronte. Si è riusciti nell'impresa grazie a volontari che si sono occupati del confezionamento.  "Noi abbiamo due macchine per il taglio e una per la campionatura e abbiamo allertato i partner che hanno le nostre stesse strumentazioni e le utilizzano in altri settori come la pelletteria. Loro mettono a disposizione le loro macchine per il taglio - oggi ferme per il decreto - Il collo di bottiglia era il confezionamento e lo abbiamo risolto in prima battuta attraverso il Comune e i volontari che hanno lavorato alacremente con noi per raggiungere la meta".  Oggi, calcola Galassi, "siamo in grado di produrre mediamente, al netto delle strozzature, 10 mila mascherine al giorno e stiamo migliorando nel confezionamento, passaggio su cui potrebbero ora contribuire delle cooperative. Allertando i colleghi del nostro network, potremmo anche raddoppiare a 20 mila al giorno. Abbiamo deciso di puntare sulla velocità del progetto. Per produrre invece un presidio medico sarebbe stato necessario un impianto specifico e 6 mesi è il tempo tecnico. La logica che abbiamo seguito è: noi realizziamo un prodotto per la popolazione, così le mascherine professionali possono andare tutte ai medici". Adesso le richieste piovono e la produzione di mascherine continuerà.  "Da oggi facciamo anche i turni di notte, noi della famiglia siamo impegnati in prima linea e vogliamo dare il buon esempio. Per me non esistono weekend né orari. Stiamo cercando di aumentare al massimo la produzione e forniamo anche a un'altra azienda il semilavorato (per una mascherina meno ampia come misure). Nel giro di un mese con tutte le collaborazioni attivabili e con tutto il network in campo potremmo arrivare a 1 milione di pezzi mensili", stima. Galassi ha già in mente anche un altro prodotto: "Un kit per sanificare superfici lisce, con il panno giusto e il gel disinfettante, da usare per esempio in ambienti di ufficio. A prezzo onesto", conclude.  Intanto, il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni guarda già oltre. La volontà è di ampliare la platea di chi riceverà in dono la mascherina 'made in Osimo Stazione'. Ora si pensa di darle anche "ai volontari, che stanno dando una grande mano in questa situazione di emergenza, e alle società partecipate. A chi lavora nei servizi sociali, nelle manutenzioni, e così via". Pugnaloni è il motore dell'iniziativa insieme al Galassi Group. "Renzo Galassi mi ha chiamato dicendomi che voleva fare qualcosa per la città, riconvertendo il ciclo produttivo della sua azienda - spiega Pugnaloni - Ho coinvolto allora i medici del lavoro per analizzare i materiali ed è emerso che l'ultramicrofibra è molto resistente, ideale come barriera" per bloccare le goccioline di saliva e contribuire a minimizzare il rischio contagio. "La conclusione è stata: si parte con la produzione di mascherine che possono utilizzare le famiglie". Per l'acquisto è sceso in campo "il Comune. E il Gruppo Astea - realtà che gestisce servizi come acqua, igiene urbana, teleriscaldamento in condivisione fra diversi comuni - ci ha aiutato finanziariamente. Un quarto della fornitura è stata donata dall'azienda stessa che ringraziamo. La cosa più bella è stata il volontariato. Grazie alla Protezione civile più di 30 persone si sono messe a lavorare a un metro l'uno dall'altro in banchi distanti di 2 o 3 metri fra loro per confezionare le mascherine, accompagnandole con un libretto di istruzioni su come lavarle e riutilizzarle e mettendole dentro buste donate da un'altra azienda osimana, Cristianpack della famiglia Pergolesi". Ecco, continua il sindaco, "è stata un'operazione 'di famiglia' per le famiglie. Sono scese in campo aziende familiari e il Gruppo Astea è esso stesso come una grande famiglia per noi". Anche gli altri Comuni che 'fanno rete' con Osimo hanno espresso interesse per l'iniziativa. "C'è una grande sinergia fra sindaci qui", assicura Pugnaloni. Da quando le mascherine sono pronte, altri 20 volontari "sono in campo ogni giorno a gruppi di due per distribuirle. Ne saranno prodotte ancora. Ci metteremo d'accordo sul prezzo di vendita e sulla parte da donare". Le mascherine non sono l'unico intervento messo in campo dal Comune: "Stiamo disinfestando strade, piazzali e vicoli con un atomizzatore che passa di notte e presto faremo dono ai dipendenti delle società partecipate di dispositivi di protezione particolari che potrebbero essere donati da aziende del luogo. Abbiamo un servizio di 'pronto farmaco' e spesa a domicilio che sta riuscendo molto bene - elenca il sindaco - e abbiamo distribuito anche volantini per il servizio pranzo e cena a domicilio, pensando soprattutto agli anziani. Infine tre macchine della Protezione civile girano per la città alla mattina e al pomeriggio per 2 ore con un messaggio registrato che ricorda tutte le raccomandazioni da seguire per il contenimento dell'epidemia. Sul restare a casa i cittadini stanno migliorando sempre di più". L'operazione mascherine è piaciuta alla comunità locale. "Stanzieremo circa 20 mila euro, di cui un acconto già versato. Poi faremo conti alla fine perché vogliamo produrne altre quantità - riepiloga Pugnaloni - Intanto ho ricevuto tantissimi ringraziamenti. E sono contento che l'iniziativa sia stata apprezzata. Quando sono andato in azienda per vedere il risultato della produzione, sono stato il primo a indossare la mascherina numero 1. Un amico mi ha detto: 'Sembri un bandito'. E io gli ho risposto: 'No, sto andando a salvare i miei concittadini dall'emergenza Covid 19", conclude sorridendo.

  • Barbara D’Urso bambina: la tenera foto con la mamma
    Notizie
    notizie.it

    Barbara D’Urso bambina: la tenera foto con la mamma

    Una tenerissima foto di Barbara D'Urso da piccola ha scatenato i commenti di migliaia di fan: la dolce immagine con la mamma