Diario da Milano: ipotesi stop Tpl 15 giorni, calo già oltre 50%

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Milano, 10 mar. (askanews) - La Regione Lombardia, così come il Veneto, chiede al Governo di poter fermare anche il trasporto pubblico locale per ridurre i contagi da Coronavirus. Sarebbe un ulteriore irrigidimento delle attuali restrizioni, sul modello cinese, che azzererebbe un flusso di persone già però molto ridotto: in questi giorni a Milano il calo di passeggeri sui mezzi di Atm, che nei giorni normali trasportano più di 2 milioni di passeggeri, ha infatti superato il 50%, contro il 40% della settimana scorsa. Ancora più marcata è la riduzione dell'affluenza sugli attuali 2.150 convogli giornalieri di Trenord, usati dal 33% dei viaggiatori di un giorno normale, che sono in media 820.000.

Anche la Stazione Centrale, dove quasi tuti i treni programmati sono a lunga percorrenza, appare deserta. I pochi passaggeri in partenza, dopo i controlli delle autocertificazioni, a bordo sono tenuti a debita distanza da un nuovo criterio per la prenotazione dei posti. Proseguono intanto da giorni le operazioni di sanificazione, come raccomandato dal Ministero della Salute, di tutti i mezzi che sono svolte di notte e durante i tempi di sosta. Alla stazione di Porta Garibaldi continua a fermarsi anche il Tgv Milano-Parigi, delle ferrovie francesi, il cui personale di bordo è stato dotato di mascherine, guanti monouso, sacchetti e disinfettante.

L'eventuale blocco del trasporto pubblico locale sarebbe accolto con favore anche dai sindacati. "A noi pare di tutta evidenza che le misure sin qui messe in campo non sono, purtroppo, sufficienti; se milioni di persone continuano a doversi muovere nei nostri territori per andare a lavorare, se viaggiano a stretta vicinanza sui mezzi pubblici, se lavorano fianco a fianco nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende di servizi, le probabilità di contagio restano altissime" hanno evidenziato Cgil, Cisl e Uil. La Fit Cisl Lombardia, sigla del settore trasporti, ha addirittura chiesto esplicitamente "uno stop totale delle attività, per almeno 15 giorni, non strettamente collegate ai bisogni di prima necessità".

Tanto nel campo sanitario quanto nel campo del trasporto delle merci non sarebbero previste restrizioni, ma per il sindacato tanto il trasporto pubblico locale esercitato su gomma (bus) quanto quello su ferro (treni) dovrebbe essere sostituito da una serie di servizi minimi, operati privilegiando il ricorso a personale volontario, per fare fronte ai bisogni di prima necessità. Il fermo sarebbe anche una forma di protezione anche dei lavoratori, anche se ad oggi risulta positivo al Coronavirus uno solo dei 9.130 dipendenti di Atm.