Diario della quarantena da Codogno: ottava puntata

Domenica per noi, era stare insieme con il fratello di mia moglie e mia cognata che è incinta e ora aspetta di partorire barricata in casa a Milano per paura del contagio. Era vedere crescere la sua pancia di settimana in settimana, mangiare i dolci della domenica comprati nelle pasticcerie ora chiuse, fare la gita della domenica, un castello a Piacenza, un giro lungo in campagna o magari un film.

Una nostra amica oggi chi ha chiamato dicendo che senza messa non è domenica. "Quando ho un problema, la Chiesa è il mio rifugio. Dove vado ora?". La messa online non le basta, un link non è una porta da aprire per essere accolti. Era il giorno che i bambini stavano un po' di più con mia suocera che è attaccata all'ossigeno. Adesso stanno dentro un secondo, "Ciao nonna, come stai?", e scappano.

Lei, giustamente, si arrabbia. Ma non si può rischiare proprio nulla, anche a costo di ferire un sentimento. Mi attacco a Youtube  e vedo i video di Social Boom, questo ragazzo che ha guadagnato un sacco di clic fingendo di violare la zona rossa. Mi prudono le mani, vorrei scrivergliene quattro e, soprattutto, far capire ai ragazzini che commentano le sue gesta che Codogno non è il set di un film comico. Qui non ci si sta divertendo. Questa settimana era iniziata con l'adrenalina e la paura di non avere più da mangiare.

Ora sappiamo che non moriremo di fame, ma non sappiamo quando finirà ed è molto peggio questa noia che si allarga come un abisso. Mi dispiace non vedere ancora quella pancia crescere. Il bimbo nascerà tra pochi giorni, e speriamo di poterlo avere presto qui, fuori dalla quarantena.  
 

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