Diario di viaggio degli Europei: Galles, Bernardeschi e il tacco di Mancini

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Cos'è il diario di viaggio degli Europei? 90min è un portale che parla ai tifosi, da tifosi. E quale miglior modo di parlare da tifoso, se non raccontare ogni partita dal punto di vista di un tifoso e dei suoi compagni di viaggio? Questa serie racconterà la mia personalissima esperienza di Euro2020(1), partita per partita, segnalando in maniera quasi scientifica ogni stupidaggine, idea tattica, urlo che dovesse risuonare nelle quattro strette mura di una casa universitaria, o tra quelle più larghe di un bar in un vicoletto, e magari, un giorno, in una piazza gremita di gente. Sperando che questo piccolo diario duri il più possibile.

Il prepartita

La partita delle 18 è quella partita che un po' odi, perché sai perfettamente che la vivrai in una piscina di sudore, e un po' ami, perché tutto quel caldo viene compensato da una birra congelata (o una cedrata, forse ancora meglio) che prende le sembianze di un sacramento e acquista un sapore del tutto nuovo, unico. Anche nel tragitto verso la casa adibita a stadio scelta per seguire gli Europei ho una duplice sensazione: mi sento felice perché finalmente potrò vedere una partita dell'Italia con indosso la maglia di Jorginho, tra le mie mani dopo settimane di attesa e una disillusione crescente; allo stesso tempo mi sto sciogliendo proprio per colpa di quella maglia, che, nonostante sia una semplice maglietta a maniche corte, ha quello strano effetto che riesce a farti sudare come se ti fossi infilato in una tenuta da palombaro del 1800. Ferrara è semideserta, o forse si sono già sciolti tutti gli abitanti. Un peccato, perché, ad essere sincero, ci tenevo a mostrare a tutti la mia bellissima maglia.

I tre protagonisti di questa pagina di diario | Andreas Solaro - Pool/Getty Images
I tre protagonisti di questa pagina di diario | Andreas Solaro - Pool/Getty Images

Il primo tempo

Arrivo trafelato, e cerco di convincermi che il motivo sia il fatto che ero in ritardo e ho dovuto accelerare il passo. Ma sono partito perfettamente in orario: il motivo è che non sono per niente in forma, e sento come se stessi tradendo il nome che porto sulle spalle. Neanche riesco a salutare Andrea e Giorgio che subito vedo in televisione un trittico di parrucche tricolore, che segno istantaneamente tra gli appunti. Ci serviranno dopo...
Subito una buona notizia: è tornato Verratti. Dopo la partita contro la Svizzera il nome di Locatelli ha acquistato peso specifico nelle gerarchie di Mancini, ma soprattutto di ogni allenatore da divano. Riuscirà il centrocampista del PSG a rispondere alla grande prestazione del centrocampista neroverde, come ci si aspetta da lui? Spoiler: sì.
Durante l'inno c'è una piccola discussione su quanto il Galles abbia diritto ad un suo inno, ma subito Andrea svia il discorso sulla bellezza di Bonucci. Io e Giorgio cerchiamo di spiegargli che non è un giocatore particolarmente amato da quasi nessuna tifoseria, ma non ci sente neanche, tanto è incollato allo schermo.
Al fischio d'inizio (dopo la brutta scena di alcuni nostri giocatori che non si inginocchiano per Black Lives Matter, sperando sia solo una questione di trance agonistica) subito un'azione dal divano: parte qualche critica costruttiva (chiamiamola così) verso Bernardeschi, che ancora non ha toccato il suo primo pallone. Se nelle scorse partite io mi ero assunto il compito di guardiano di Immobile, e Giorgio del suo acerrimo nemico, oggi i ruoli si invertono: Bernardeschi negli ultimi due anni mi ha fatto fisicamente del male con le sue giocate non propriamente riuscite, ma Giorgio lo difende tirando in ballo l'importanza del gruppo, le sue incontestabili qualità e l'entusiasmo che sembrano avere gli Azzurri. Tra i due, come si può intuire, ero io lo juventino.
L'Italia sta faticando leggermente di più rispetto alle altre due partite, ma rimane comunque in controllo e non ha perso lo smalto. Considerato che giochiamo con otto giocatori diversi rispetto alle ultime due, non è un buon segno, ma un ottimo segno. Abbiamo una panchina più che affidabile, se non addirittura decisiva, attributo fondamentale nelle partite a eliminazione diretta. Ad un certo punto, assistiamo al colpo più elegante della partita, anche perché fatto in abiti firmati Armani: il colpo di tacco di Mancini, che Giorgio sapientemente descrive come "il colpo da padre in spiaggia".
Al 39' arriva una punizione per l'Italia, posizione difficile per tirare in porta, ma si può tentare un cross. Sulla palla ci sono Verratti e Bernardeschi. Quando Bernardeschi va via tiro un sospiro di sollievo, poi Verratti parte. È un cross basso, difficile che qualcuno riesca a metterla in porta, aspetta COSA HA FATTO PESSINA! Un colpo di tacco/polpaccio che probabilmente voleva essere un piattone, ma l'urlo di gioia non si arresta certo davanti a un gol che ha la fortuna dalla sua parte. I decibel sono inferiori alle prime due partite, ma la gioia rimane la stessa: solo, c'è più consapevolezza.

Mancini sembra completamente disinteressato al pallone, come se questo fosse stato un gesto automatico | Ryan Pierse/Getty Images
Mancini sembra completamente disinteressato al pallone, come se questo fosse stato un gesto automatico | Ryan Pierse/Getty Images

Il quiz - Qual è il soprannome di questi giocatori?

Gareth Bale
A. Bolt
B. Forrest Gump
C. Il vento di Cardiff

Eden Hazard
A. Il divino
B. Il frutto proibito
C. Il serpente belga

Mats Hummels
A. Il poliziotto
B. Il soldato
C. Il bagnino

Kylian Mbappé
A. Donatello
B. Michelangelo
C. Raffaello

Karim Benzema
A. El perro (il cane)
B. El àguila (l'aquila)
C. El gato (il gatto)

Lucas Digne
A. Ratatouille
B. Gusteau
C. Remy

Olivier Giroud
A. Nesquik
B. Pane e marmellata
C. Biscotto

César Azpilicueta
A. Armand
B. Dave
C. James

Toni Kroos
A. Il maître
B. Lo chef
C. Il cameriere

Le risposte giuste sono B-B-C-A-C-A-A-B-C, e il vincitore è Giorgio. È un premio che ricorda un po' l'Oscar a DiCaprio per The Revenant: se lo meritava, certo, ma più per la carriera che per l'ultima performance. Vincere senza la presenza di Ludovica è stato, forse, troppo semplice...

Pessina che, subito dopo il gol, tenta di esplodere | Claudio Villa/Getty Images
Pessina che, subito dopo il gol, tenta di esplodere | Claudio Villa/Getty Images

Il secondo tempo

Durante l'intervallo si è discusso un po' di una domanda che ci siamo fatti tutti: meglio vincere questa partita e terminare il girone con l'entusiasmo del record di Pozzo raggiunto e del perfect score, o perdere ed evitare di scontrarsi (probabilmente) con Francia e Belgio? No, dobbiamo vincere, non si tifa mai per una sconfitta della propria squadra, anche se in qualche modo può avvantaggiarla. Abbiamo tutti acquisito sicurezza, sia chi sta giocando sul campo, sia tutti i tifosi a casa, possiamo giocarcela contro chiunque. Poi, se la perdiamo, è un peccato, ma ce ne faremo una ragione...
Mentre criticavo costruttivamente Bernardeschi, viene assegnata all'Italia una punizione dai 25 metri e sulla palla c'è proprio lui. Le mie parole sono state profetiche: «Palla persa, ecco». Palo. Andrea e Giorgio mi guardano severi. Però ci tengo a precisare che la palla l'abbiamo persa, e che il palo d'oro (purtroppo) non esiste. La partita prosegue sotto il segno degli azzurri, soprattutto dopo che Ampadu si prende un rosso sacrosanto, anche se non riusciamo a pungere. Ma le buone notizie sono troppe per pensare a questo: Verratti, Chiesa e Bastoni stanno facendo una partita straordinaria, e se dal primo non ci potevamo aspettare nient'altro che questo, e il secondo ogni tanto pecca nell'ultima scelta, Bastoni è risultato capace di annullare completamente un giocatore a caso come Gareth Bale, oltre a servire due cross al bacio. Se Bale è stato nominato solo nel quiz d'intervallo è proprio grazie al giovanissimo difensore dell'Inter, che è risultato più che pronto a raccogliere l'eredità di Chiellini che sia dopo o durante l'Europeo. Qualche altra emozione qua e là, tra cui un tiro di Bale al volo, da solo, in area, che spedisce verso quegli UFO in cui tanto crede e qualche occasione anche per noi. Mancini poi fa il pazzo e fa entrare tutti, compreso Sirigu. A fine partita solo Meret non avrà mai toccato il campo nelle tre partite giocate finora. Magari poteva fare entrare lui invece di Raspadori e metterlo punta, fatto 30...
Già, trenta. Il record di imbattibilità di Pozzo finalmente raggiunto. Mancini e i suoi giocatori ci stanno regalando una delle più belle nazionali della nostra storia, non importa neanche come andrà a finire poi quest'avventura: il ricordo non può essere che positivo.
Per quanto riguarda il Galles unico avvenimento degno di nota è l'apparizione del Professor Mertens, ossia Joe Allen, soprannominato così perché identico ad una versione alternativa di Dries Mertens, che insegna Matematica all'Università di Aberystwyth. La partita termina poi con una bellissima immagine che rappresenta perfettamente l'unione del nostro gruppo: Barella che dà fastidio al povero Locatelli come il fratellino piccolo fa con il grande, e Locatelli che lo vuole saccagnare di botte con gli occhi. Fischio finale. Fa ancora caldissimo, ma va benissimo così.

Le parrucche

Dal punto di vista del finto cuoio capelluto, concludiamo i gironi con la nostra migliore performance: ben 12 parrucche, tra creste (che ricordo, valgono mezza parrucca) e ricciolini. Probabilmente nelle prossime partite sarà difficile fare di meglio, ma chissà.

Le statistiche

11 partite senza subire gol, seconda striscia più lunga della storia della Nazionale, a solo una lunghezza dal record. Eguagliato invece il record di partite da imbattuti, 30. Prima volta nella storia che vinciamo un girone dell'Europeo senza subire neanche una rete. Insomma, sono davvero tanti i record e le statistiche esaltanti.

È la prima volta, nella sua carriera da allenatore, che Mancini colpisce una palla di tacco al volo.

Italia-Galles è stata l'unica partita di questo Europeo che ho seguito per l'intera durata dei 90 minuti senza mangiare neanche un trancio di pizza.

La frase

Ma che significa che il Galles ha un inno? È come se ce l'avesse la Puglia

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