Diario Milano - Giordano: mercato immobiliare, Milano non si ferma

Fcz

Milano, 18 mar. (askanews) - L'emergenza Coronavirus manderà in crisi il mercato immobiliare milanese? Macchè. A Milano i prezzi degli immobili in vendita e in affitto non caleranno soprattutto perchè la domanda resterà molto più forte dell'offerta. E questo nonostante il temporaneo stop alle compravendite dovuto alle misure restrittive scattate per limitare la diffusione del contagio. "Il Coronavirus non rappresenta un colpo per il mercato immobiliare milanese che secondo me potrebbe uscire rafforzato da questa emergenza", mette in chiaro Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, uno dei principali siti di transazioni immobiliari, tracciando ad Askanews un bilancio della situazione attuale con un focus sugli scenari futuri. "Il Coronavirus - spiega il manager - molto probabilmente porterà l'Italia in recessione. In un contesto di questo genere, l'unica realtà a salvarsi sarà Milano che di conseguenza attirerà forza lavoro e dunque domanda di immobili".

E' vero, ammette Giordano, che dopo l'esplosione dell'emergenza Coronavirus il mercato milanese degli immobili è rimasto di fatto bloccato: "I notai non fanno più rogiti e le banche non accendono mutui. Al punto che nell'ultimo abbiamo registrato circa 650 compravendite in meno a settimana rispetto alla media del 2019". Ma queste, avverte il manager, "non sono compravendite perse. Sono semplicemente spostate in avanti, più in là nel tempo. Perchè chi compra casa lo fa sulla base di un progetto di lungo termine e non cambia i propri piani".

Bisogna poi tenere presente che Milano rappresenta un caso unico nel panorama nazionale: "Molti sono convinti che il boom dei prezzi registrato in questi ultimi due anni sia l'effetto di una bolla, ma non è così. La bolla è qualcosa di pancia, qui è semplicemente una questione di forte squilibrio tra domanda e offerta. A Milano c'è domanda di immobili per 3 milioni di persone ma la disponibilità non arriva a soddisfare 1,5 milioni di persone. E l'offerta non crescerà, i 113 i cantieri attualmente aperti sul territorio comunale non cambieranno la situazione generale. Non c'è nessuna ragione per ipotizzare un futuro calo dei prezzi". A testimoniarlo, evidenzia ancora l'amministratore delegato di Immobiliare.it, sono i numeri: "Due anni e mezzo fa, nel 2018, nel Comune di Milano erano 42 mila gli appartamenti in vendita sul nostro sito. Ora sono 12.500. La domanda è fortissima".

Nessun ripercussione negativa, dunque, per il settore immobiliare milanese ai tempi del Coronavirus: "A Milano, non avrà tempo di impattare sul mercato degli immobili. Se l'emergenza non durerà più di due mesi, verranno recuperate quasi tutte le compravendite perse. Altrimenti potrebbe provocare una perdita di fiducia su quella fascia della popolazione messa in maggiore difficoltà dal punto di vista economico. Ma mettiamo pure che il 40% di quelli che oggi vogliono acquistare casa a Milano non lo facciano più. Vabbè, restano sempre tutti gli altri".

Stesso discorso sul fronte degli affitti, dove la domanda di appartamenti resta molto sostenuta soprattutto in alcune zone della città. "I canoni in città restano molto alti. Soprattutto perchè i Millennials che lavorano a Milano, professionisti intorno ai 30 anni, piuttosto che indebitarsi per 30 anni con un mutuo per acqustare un monolocale al primo piano a Baggio, preferiscono condividere in due un appartamento in zona Navigli. Nonostante i prezzi per gli affitti molto alti".