Dieci anni fa la tragedia della Concordia. De Falco: "La causa fu un'azione scellerata"

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AGI- "Il naufragio della Costa Concordia non fu soltanto una tragedia marittima, è una vicenda che si è creata per un'azione scellerata, come fu giustamente definita all'epoca dal procuratore capo. Quella vicenda per puro caso si è verificata su una nave, non è legata alla tecnica della navigazione, è una vicenda irripetibile nel senso che senza lo sfasamento che ci fu nella persona del comandante tra il proprio ruolo e il proprio interesse non si sarebbe verificato tutto questo". A dirlo è il senatore Gregorio De Falco, all'epoca dei fatti Comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, durante l'iniziativa 'Costa Concordia, per non dimenticare', organizzata dal Consiglio regionale della Toscana.

L'evento si svolge in occasione del decimo anniversario dal naufragio: erano infatti le 21.45 del 13 gennaio 2012 quando la nave da crociera, comandata da Francesco Schettino, urtava gli scogli 'Le Scole' all'isola del Giglio riportando una falla di 70 metri. "Passano 45 minuti - ricorda De Falco - prima che venga data l'emergenza generale da me richiesta nella prima interlocuzione. Il tempo di abbandono di una nave è di 30 minuti e se si fosse proceduto a dare l'emergenza generale subito, con la nave ancora dritta, si poteva sbarcare tutti in un'ora e mezza. Le operazioni di soccorso invece andarono avanti per nove ore".

Secondo l'ex comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno le principali lezioni tratte dalla tragedia sono "la tradizionale generosità delle popolazioni isolane e l'importanza che chi ha un ruolo pubblico metta sempre da parte sè stesso. E' fondamentale che abbia sempre chiari i fini del proprio agire che non si devono confondere con i propri interessi".

 

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