Dieci cose che le imprese europee devono sapere in caso di Brexit senza accordo

sonia montrella

La Commissione europea sollecita le imprese che commerciano con il Regno Unito a prepararsi a un'uscita senza accordo ultimando i preparativi prima del 31 ottobre. E per agevolarle ha pubblicato una lista di controllo dettagliata.

“Al fine di ridurre al minimo le perturbazioni degli scambi commerciali, tutte le parti coinvolte nelle catene di approvvigionamento con il Regno Unito - indipendentemente dal loro luogo in cui sono stabilite - dovrebbero essere consapevoli delle loro responsabilità e delle necessarie formalità nel commercio transfrontaliero”, si legge nel comunicato stampa emesso mercoledì.

Ecco 10 aspetti da sapere (e regolarizzare) in vista della Brexit​​

Certificati e autorizzazioni

Al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la protezione della salute pubblica e dell'ambiente, l'immissione sul mercato europeo di determinati prodotti richiede un certificato da parte di un organismo dell'Ue o un'autorizzazione da parte di un'autorità di uno Stato membro dell'Ue. È il caso, ad esempio, del settore dei dispositivi medici o del settore automobilistico. Nel post-Brexit, certificati o autorizzazioni rilasciati dalle autorità del Regno Unito o da organismi con sede nel Regno Unito non sono più validi nell'Ue.

Requisito di localizzazione

Al fine di facilitare l'effettiva applicazione delle norme Ue sui prodotti, le persone responsabili devono risiedere nell'Ue (requisiti di localizzazione). Questo è il caso, ad esempio, dell'importatore o del titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio di determinati beni. Ciò è particolarmente vero per il settore chimico. Dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue le persone risiedenti nel Regno Unito non saranno più conformi a questi requisiti di localizzazione.

Etichettatura

Al fine di tutelare i consumatori, molti prodotti immessi sul mercato dell'Ue devono essere etichettati o contrassegnati con il nome, l'indirizzo o il codice identificativo. È il caso, ad esempio, di prodotti industriali, prodotti farmaceutici e dispositivi medici, alimenti e alimenti per animali. Dopo la Brexit, tali marchi o etichette, quando si riferiscono a organismi, società o persone stanziati nel Regno Unito, non sono più conformi ai requisiti in materia di etichettatura. E tali prodotti non possono essere immessi sul mercato dell'Ue.

Tariffe agevolate

Quando si esportano beni verso Paesi terzi con cui l'Ue ha un Accordo di libero scambio, i prodotti possono beneficiare di un'aliquota tariffaria agevolata (cioè inferiore) se i prodotti sono sufficientemente “europei”, rispettano cioè i criteri sull'origine del prodotto. Ciò è rilevante ad esempio nel settore automobilistico e in quello agroalimentare. Nel post-Brexit, il contributo del Regno Unito al prodotto finito non è più considerato come contenuto dell'Ue.

Procedure doganali

Al fine di far rispettare il fisco (dazi e imposte indirette, come l'IVA e le accise), la protezione della salute, la sicurezza e l'ambiente, tutte le merci che entrano o escono dall'Ue sono soggette a controllo doganale e sono soggetti a un regime doganale. Dopo l'uscita della Gran Bretagna questi controlli saranno attuati sempre per le merci che viaggiano da e verso l'Ue o per quelle che fanno riferimento al Regno Unito.

Restrizioni

L'importazione e l'esportazione dall'UE di determinati prodotti è soggetta a "divieti e restrizioni". Le merci interessate sono le più disparate e vanno dai rifiuti ai medicinali e da determinati prodotti agroalimentari a diamanti grezzi, beni culturali o determinati materiali radioattivi. Nel post-Brexit, i divieti e le restrizioni per le importazioni da e verso Paesi terzi verranno applicati anche nei confronti del Regno Unito. Inoltre, le licenze del Regno Unito per l'importazione / esportazione di merci da / verso l'Ue non saranno più valide.

Controlli sanitari e fitosanitari

Gli animali vivi, i prodotti alimentari di origine animale e vegetale e i prodotti vegetali sono sistematicamente controllati, al momento dell'importazione in Ue, in strutture dedicate (posti d'ispezione frontalieri) . Da novembre anche quelli provenienti dal Regno Unito saranno sottoposti a controlli.

Licenze e autorizzazioni

In molti settori economici la prestazione di servizi richiede una licenza o autorizzazione da parte di un'autorità di uno Stato membro dell'UE. Ciò vale, ad esempio, nel settore dei trasporti, nel settore dei servizi finanziari, in quello audiovisivo e quello energetico. Nel post-Brexit, le licenze o le autorizzazioni rilasciate dalle autorità del Regno Unito non sono più valide in tutta l'Ue.

Qualifiche professionali

Al fine di facilitare la libera circolazione delle persone e la prestazione di servizi, il riconoscimento, in uno Stato membro, della qualifica professionale ottenuta in un altro Stato membro da un cittadino dell'Ue è facilitato dal diritto comunitario. Dopo la Brexit, il riconoscimento delle qualifiche professionali ottenute nel Regno Unito seguirà le regole (nazionali) per il riconoscimento delle qualifiche di Paesi terzi. In molti casi, questo processo di riconoscimento è più oneroso.

Proprietà intellettuale

Un marchio e un design unitario, nonché un sistema di indicazioni geografiche, uniti a norme europee assicurano la protezione della proprietà intellettuale in tutta l'Ue. Dopo la Brexit, la protezione garantita da questi diritti non si applica più al territorio del Regno Unito.