Dieci sanitari di due rsa erano stati allontanati per aver rifiutato quello Pfizer

·2 minuto per la lettura
Giudice di Belluno: "Giusto sospendere dal lavoro chi non si vaccina"
Giudice di Belluno: "Giusto sospendere dal lavoro chi non si vaccina"

Senza vaccino non c’è lavoro e non c’è stipendio: lo ha stabilito il giudice di Belluno Anna Travia con una sentenza destinata a far discutere. Il giudice ha infatti respinto le richieste di due infermieri e otto operatori sociosanitari. A febbraio il gruppo aveva rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione con Pfizer, con l’effetto di essere immediatamente sospeso dal lavoro. I sanitari erano in forza a due case di riposo del Bellunese: la Servizi Sociali Assistenziali Srl e la Sedico Servizi. Dopo il rifiuto si era provveduto a metterli in ferie forzate ed a sottoposti alla visita del medico del lavoro.

Sospendere chi non si vaccina?

Il medico aveva poi incardinato la parte giudiziaria della vicenda che sarebbe discesa dall’episodio, dichiarato i sanitari “inidonei al servizio”. In questo modo le direzioni delle due Rsa avevano potuto allontanarli dal luogo di lavoro senza stipendio. La voce era burocratica ma inflessibile: “impossibilità di svolgere la mansione lavorativa prevista”. A quel punto era partito il ricorso dei dieci sanitari no vax. Per mezzo dei loro legali eccepivano il provvedimento delle rispettive direzioni e chiedevano il reintegro nel posto di lavoro. In punto di diritto i dieci rivendicavano la libertà di scelta vaccinale.

Il ricorso e le tesi in campo

E a quella voce avevano dato polpa con l’ordinamento costituzionale italiano. Non sono di questo parere Innocenzo Megali e Silvia Masiero, legali delle due rsa chiamate in giudizio. “Nessuno mette in dubbio la libertà di scelta vaccinale. Tuttavia in questo caso prevale l’obbligo del datore di lavoro di mettere in sicurezza i suoi dipendenti e le parti terze. Vale a dire gli ospiti delle case di riposo”.

Le motivazioni del giudice

E il giudice, malgrado una eccezione anche in merito alla comprovata efficacia del vaccino, ha dato ragione alle rsa. Una ragione peraltro già esposta concettualmente da illustri giuristi. Lo ha fatto motivando che “è ampiamente nota l’efficacia del vaccino nell’impedire l’evoluzione negativa della patologia causata dal virus. Questo come si evince dal drastico calo dei decessi fra le categorie che hanno potuto usufruire del vaccino. Categorie quali il personale sanitario, gli ospiti delle rsa e i cittadini di Israele dove il vaccino è stato somministrato a milioni di individui”.