Diego Armando Maradona morto, Napoli piange il suo Re

Lorenzo Santucci
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NAPLES, ITALY - FEBRUARY 25: Street art showing ex Napoli player Diego Maradona in the city of Naples ahead of the UEFA Champions League round of 16 first leg match between SSC Napoli and FC Barcelona at Stadio San Paolo on February 25, 2020 in Naples, Italy. (Photo by Michael Steele/Getty Images) (Photo: Getty Images)
NAPLES, ITALY - FEBRUARY 25: Street art showing ex Napoli player Diego Maradona in the city of Naples ahead of the UEFA Champions League round of 16 first leg match between SSC Napoli and FC Barcelona at Stadio San Paolo on February 25, 2020 in Naples, Italy. (Photo by Michael Steele/Getty Images) (Photo: Getty Images)

“Per sempre”. Si potrebbe già finire così, con il Tweet della squadra di cui è diventato, in ordine, giocatore, tifoso e simbolo. Napoli, come squadra e città, piange la morte di Diego Maradona e con lei tutto il mondo sportivo, ma non solo. Per l’occasione, l’azzurro che colora lo scudetto è stato trasformato in nero in segno di lutto. Tifosi, ex compagni e avversari, il cordoglio è una sola voce per quello che è stato se non il più forte calciatore di tutti i tempi (non ponete mai a Napoli questa domanda), perlomeno il più iconico. Proprio in queste ore è stato indetto il lutto cittadino e la città si sta riversando nei Quartieri Spagnoli, tinti di azzurro e dove campeggia il murales rappresentante Diego con la numero 10 del Napoli, ma più indossata da allora. Le magliette le indossano loro, mentre si riuniscono nella piazzetta dove un bar ha acceso un proiettore su cui scorrono le immagini dei gol. Una donna al primo piano ha appeso allo stendipanni al balconcino una maglia del Boca Juniors con il numero 10, la prima maglia di Maradona. Napoli e i napoletani piangono, increduli, “la morte di un figlio”, di una persona gli ha dato tanto e ha ricevuto altrettanto. Forse anche di più. Prima canti e cori per sfogare la tristezza e il dolore, poi il silenzio. Come in un rito funebre, qual è, ma a cui non avrebbero mai voluto prender parte.

Da Pelé che gli promette di giocare in un luogo divino, al dolore del suo allenatore, Ottavio Bianchi, talmente sconvolto che non riesce a parlare, così come l’ex compagno di squadra Bruno Giordano. A trovare le parole sono in pochi, più che altro sono i social a esprimere la tristezza. Lorenzo Insigne, erede della fascia di capitano, ringrazia Maradona con il quale “sono cresciuto sentendo i racconti della mia famiglia sulle tue gesta, vedendo e rivedendo le tue ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.