Dietro la chioma della Botteri la subcultura conformista di chi ti dice: "Sudicio, lavati!"

Fulvio Abbate
·Scrittore
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Botteri Striscia la Notizia (Photo: ANSA)
Botteri Striscia la Notizia (Photo: ANSA)

L’Affaire I-Capelli-della-Botteri, tragico a dirsi, è politicamente assai più rilevante di quanto non possa apparire invece ai molti distratti. Il fatto che abbia avuto inizio tra le maglie della satira di “Striscia la notizia” su Canale 5 nulla toglie alla sua essenza profonda, se non assoluta, alla sua desolante realtà. Assodato ancora che alla satira tutto deve essere concesso, pena l’assenza di doverosa ironia in chi volesse denunciare lo scempio laddove è invece doveroso mettere i baffi alla Gioconda. Ma qui il nodo è davvero altrove.

In realtà, al di là di chi sia stato lo spinterogeno primo a mettere in moto l’intera questione, il Caso Botteri presenta e insieme conferma alcuni segnali subculturali, temo endemici, molto evidenti.

Mostrare interesse critico, senza necessariamente avere un’abilitazione da parrucchieri, diplomati “hair stylist”, per lo stato presunto della capigliatura di una professionista del giornalismo, tra l’altro dotata di gentile ironia come ha già dimostrato nella replica iniziale, non è mai un fatto neutro. Questo genere di considerazioni custodisce infatti un implicito stigma, di più, un anatema, pronto a innalzare le tavole della legge del presunto decoro unico. Qualcosa che in filigrana riporta alla memoria le ottuse sirene della squadra del buon costume, già attenta alla “pubblica morale”. Singolare, che a fronte del macro evento di un’irruzione nel Parlamento planetario da pelli d’orso e corna di vichingo si debba rilevare invece un tema che investe unicamente l’antico sentire “reazionario” della destra diffusa convinta della propria legittimità poliziesca, ferma nel suo tanfo di mediocrità.

Non c’è però occasione migliore della Querelle Botteri per affrontare il nodo, soprattutto dopo che la diretta interessata, sul profilo Fac...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.