Difesa aerea, in volo con gli Eurofighter dell’Aeronautica

Difesa aerea, in volo con gli Eurofighter dell’Aeronautica

Grosseto, 18 dic. (askanews) – “Askanews vi porta a bordo di un Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica militare italiana. Grazie all’Arma azzurra abbiamo avuto la possibilità di partecipare a una missione che era già programmata per l’addestramento dei piloti”.

Una giornata come tante in Italia; una tranquilla quotidianità che rischia di essere turbata da un evento inatteso. Un velivolo non identificato entra nello spazio aereo nazionale e non se ne conoscono le intenzioni. Potrebbe essere una minaccia o, magari, un aeroplano in difficoltà che necessita di assistenza.

Scatta la Difesa aerea: il Combined Air Operations Center della NATO di Torrejon, in Spagna e il Comando Operazioni Aeree dell’Aeronautica Militare, di Poggio Renatico, a Ferrara, lanciano l’allarme e in meno di 10 minuti 2 caccia Eurofighter decollano dalla base aerea del 4° Stormo di Grosseto per identificare il velivolo sconosciuto.

Situazioni del genere non sono così rare. Ogni giorno, mentre noi viviamo ignari la nostra vita, gli uomini e le donne dell’Aeronautica militare ci proteggono, 24 ore su 24.

Il solo 4° stormo di Grosseto ha garantito dall’inizio del 2019 un totale di 580 turni d’allarme per vigilare sullo spazio aereo italiano e di altri Paesi della Nato come Islanda e Romania oltre ad assicurare la formazione dei piloti (italiani e stranieri) destinati a volare sull’Eurofighter.

Tutto questo richiede elevati standard professionali che si raggiungono con continue missioni d’addestramento.

L’Aeronautica militare ha permesso in esclusiva ad askanews di prendere parte a una di queste. Con il nostro pilota, Ivan, istruttore e capo ufficio operazioni del 4° stormo, siamo in grado di raccontarvi cosa vuol dire vivere e volare per difendere i cieli italiani e di altri Paesi della Nato.

“Oggi abbiamo una missione abbastanza complessa – ha spiegato in volo – è una 4 contro 4, noi faciamo parte dei buoni e lo scopo di oggi è addestrare il nostro capoformazione”.

“L’Eurofighter è una macchina eccezionale – ha continuato il pilota – le informazioni che giungono all’Eurofighter e che l’Eurofighter può anche produrre sono innumerevoli. Il pilota è sempre messo in condizione di poter avere tutte le informazioni per portare a termine il suo compito. Come si è evoluta la Difesa aerea con questo aereo? Al giorno d’oggi, nell’Era digitale, l’Eurofighter è la macchina giusta per sintetizzare tutto quello che è necessario per portare a termine la nostra missione. In passato, aeroplani meno performanti richiedevano un grosso sforzo da parte del pilota solo nella condotta basica del velivolo stesso, attualmente il pilota si può concentrare tantissimo sulla gestione dei sensori e delle informazioni e portare a termine il task in maniera più agevole”.

Il 4° Stormo è tra i reparti più anziani dell’Aeronautica Militare, ha oltre 90 anni di vita e attività ininterrotta. Il comandante dello stormo è il colonnello Urbano Floreani, un pilota della Difesa aerea con esperienza sugli F104 e sugli F16 e una parentesi anche nelle Frecce Tricolori.

“Qui a Grosseto abbiamo uno stormo particolare, con una doppia natura – ha detto – abbiamo un gruppo operativo e un gruppo di addestramento operativo. Tutti i piloti della linea Eurofighter, non dico più solo italiani perché adesso stiamo addestrando anche piloti kuwaitiani, vengono qui a Grosseto per il corso di abilitazione alla macchina. E quindi abbiamo questa natura di Operational conversion unit (Ocu) di addestramento, formazione dei piloti front line della linea Eurofighter. Poi abbiamo un gruppo operativo che invece gestisce tutti gli impegni operativi del reparto stesso”.

Il gruppo operativo è il 9°, quello che si occupa dell’addestramento il 20esimo. Il cavallino rampante di Francesco Baracca, asso degli assi dell’aviazione italiana, è il simbolo dello stormo e la parola d’ordine da queste parti è “scramble”.

“Lo scramble è un decollo su allarme – ha spiegato Tony, un pilota operativo del 4° stormo – quello che noi svolgiamo è il ruolo della ‘polizia dell’aria’; siamo l’ente deputato dallo Stato ad assistere eventuali traffici, anche di natura civile, per qualunque tipo di problematica in cui richiedano assistenza”.

“Oltre agli allarmi che facciamo a casa nostra, 365 giorni all’anno – ha aggiunto il colonnello Floreani – da Grosseto difendiamo i cieli della Slovenia, abbiamo montato d’allarme in Italia a Trapani e a Istrana, ma anche all’estero; quest’anno abbiamo svolto il servizio d’allarme (con gli Eurofighter, ndr) in Islanda e in Romania”.

Insomma, quella italiana è una forza aerea con un forte vocazione internazionale e, in ambito Nato, con la cosiddetta Interim Air Policing supporta i Paesi sprovvisti di una propria Difesa aerea oppure incrementa quella di altre Nazioni come Albania, Slovenia e Montenegro.

Il protagonista èl’Eurofighter Typhoon, bimotore, supersonico. Ordinato da 9 forze aeree ha effettuato finora oltre 500mila ore di volo, incluse operazioni in diversi teatri operativi tra cui il Kuwait per l’operazione “Prima Parthica”, la Libia per “Unified Protector ” del 2011 e per la difesa di Paesi Nato.

Costruito da 4 nazioni europee: Regno Unito; Germania, Spagna e Italia attraverso la divisione velivoli di Leonardo e collaudato per l’Italia dall’astronauta Maurizio Cheli, l’Eurofighter è entrato in servizio nel nostro Paese nel 2004 ed equipaggia gli Stormi dell’Aeronautica Militare deputati alla Difesa aerea: il 4°, il 36esimo, il 37esimo e, da poco, il 51esimo.

È un aereo multiruolo, utilizzabile, oltre che come intercettore, anche per missioni “air to ground” e “Intelligence, Surveillance and Reconnaisance” (Isr).

Proprio in questo ruolo è stato impegnato in missioni di ricognizione aerea nell’ambito del contributo che l’Italia assicura alla coalizione internazionale per il contrasto all’Isis.