Diffamazione, Consulta: libert stampa cruciale ma rischi da social -2-

Red/Gtu

Roma, 26 giu. (askanews) - Il nuovo bilanciamento quindi dovr "coniugare le esigenze di garanzia della libert giornalistica (...) con le altrettanto pressanti ragioni di tutela effettiva della reputazione individuale delle vittime di eventuali abusi di quella libert da parte dei giornalisti; vittime che sono oggi esposte, dal canto loro, a rischi ancora maggiori che nel passato. Basti pensare, in proposito, agli effetti di rapidissima e duratura amplificazione degli addebiti diffamatori determinata dai social networks e dai motori di ricerca in internet".

Un cos delicato bilanciamento - ricorda la Consulta - spetta primariamente al legislatore, che il soggetto pi idoneo a "disegnare un equilibrato sistema di tutela dei diritti in gioco, che contempli non solo il ricorso - nei limiti della proporzionalit rispetto alla gravit oggettiva e soggettiva dell'illecito - a sanzioni penali non detentive nonch a rimedi civilistici e in generale riparatori adeguati (come in primis l'obbligo di rettifica), ma anche a efficaci misure di carattere disciplinare, rispondendo allo stesso interesse degli ordini giornalistici pretendere, da parte dei propri membri, il rigoroso rispetto degli standard etici che ne garantiscono l'autorevolezza e il prestigio, quali essenziali attori del sistema democratico. In questo quadro, il legislatore potr eventualmente sanzionare con la pena detentiva le condotte che, tenuto conto del contesto nazionale, assumano connotati di eccezionale gravit dal punto di vista oggettivo e soggettivo, tra le quali si inscrivono segnatamente quelle in cui la diffamazione implichi una istigazione alla violenza ovvero convogli messaggi d'odio".