Diffamazione, Consulta: libert stampa cruciale ma rischi da social

Red/Gtu

Roma, 26 giu. (askanews) - Il bilanciamento tra libert di manifestazione del pensiero e tutela della reputazione "non pu essere pensato come fisso e immutabile, essendo soggetto a necessari assestamenti, tanto pi alla luce della rapida evoluzione della tecnologia e dei mezzi di comunicazione verificatasi negli ultimi decenni": lo ha affermato la Corte costituzionale nell'ordinanza numero 132 depositata oggi (redattore Francesco Vigan), con cui ha rinviato all'udienza del 22 giugno 2021 la decisione delle questioni di legittimit costituzionale sollevate dai Tribunali di Salerno e di Bari sulla legittimit della pena detentiva prevista in caso di diffamazione a mezzo stampa, in modo da consentire al legislatore di approvare una nuova disciplina.

Il bilanciamento espresso dalla normativa vigente - sottolinea la Consulta - divenuto ormai inadeguato, e richiede di essere rimeditato dal legislatore "anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (...), che al di fuori di ipotesi eccezionali considera sproporzionata l'applicazione di pene detentive (...) nei confronti di giornalisti che abbiano pur illegittimamente offeso la reputazione altrui", e ci anche in funzione dell'esigenza di non dissuadere i media dall'esercitare la propria cruciale funzione di controllo sull'operato dei pubblici poteri. (Segue)