Dimissioni Fioramonti, Dadone: "Chi ha coraggio non scappa"

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"Trovo stucchevole che chi professi coraggio agli elettori poi scappi dalle responsabilità politiche. Se hai coraggio, non scappi. Se condividi davvero una battaglia, non scappi, ma mangi sale quando devi e porti avanti un progetto (ammesso che lo si abbia mai realmente condiviso)". Lo scrive in un post su Facebook la ministra per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone del Movimento 5 Stelle, commentando le dimissioni del ministro della Pubblica istruzione Lorenzo Fioramonti. 

"Dividere l'opinione pubblica scappando dalle responsabilità con scuse variopinte -aggiunge- premia nell'immediato. La stampa ha bisogno di gossip, ma le persone hanno bisogno di gente che sappia governare. Governare è difficile, perché riduce al nulla gli slogan o le promesse senza criterio. Governare non è per tutti, perché bisogna parlare poco e lavorare molto. Governare spesso non è trendy, non è pop e non è 'social'. La coerenza è per lo più un pregio, ma a volte rischia di sconfinare nella sterile testimonianza che, peraltro, si addice poco a chi occupa posizioni di responsabilità. La perseveranza, invece, è coerenza che si fa impegno quotidiano e punta a cambiare, nel tempo e con concretezza, le cose".  

"Il coraggio in politica è anche ammettere che non si è in grado di governare, è saper chiedere scusa se non si ha più coraggio. Il resto non è certamente coraggio, sono scuse, incapacità, protagonismo, gossip. Tutto alla fine viene a galla. Tempo al tempo... che come sempre -conclude Dadone- saprà essere galantuomo!".  

Polemiche all'interno del Movimento 5 stelle anche sui contributi che il ministro dimissionario non avrebbe versato. Stando al sito delle restituzioni che i parlamentari sono tenuti a trasferire, consultabile on line, non rendiconta nulla da un anno esatto.  

La decisione di Fioramonti suscita polemiche anche all'interno di Italia Viva. "Se veramente ci si vuole battere per avere più risorse per la scuola bisogna stare in Parlamento non all’estero, non a presentare un libro o a fare conferenze stampa", affermano Gabriele Toccafondi e Daniela Sbrollini, capigruppo di Iv in commissione Cultura alla Camera e al Senato. "In quattro mesi -aggiungono- questa maggioranza ha votato un decreto scuola, con 50mila assunzioni e risorse. Non è quanto volevano ma nella legge di Bilancio, di risorse per l'istruzione, ci sono. Tutto questo grazie ai parlamentari di maggioranza, perché di contributi del Miur ne abbiamo visti pochi e soprattutto non abbiamo mai visto il ministro. Alla luce di queste considerazioni la dimissioni di Fioramonti, stupiscono: se veramente ci si vuole battere per avere più risorse bisogna essere presenti nelle sedi istituzionali in cui si decide e non all'estero o a presentare libri".  

"Ora -aggiungono- auspichiamo che chi arriva in Viale Trastevere, abbia a cuore la scuola, l’università e la ricerca, e non la propria visibilità. Se così farà, potrà contare su tutta la nostra disponibilità a lavorare e trovare soluzioni, come è stato per decreto scuola che per la legge di Bilancio. Abbiamo sempre detto che la scuola e l’università hanno bisogno di risorse ma anche di riforme che partano da concetti come: qualità, merito, valutazione, autonomia. A noi -concludono i due esponenti di Italia viva- interessa parlare del futuro dei nostri percorsi di istruzione e quindi del futuro dei nostri ragazzi. Lasciamo ad altri parlare del proprio futuro".