De Girolamo, Letta accetta dimissioni. Alfano: governo più debole

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha accettato oggi le dimissioni presentate ieri sera dal ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, e ha assunto l'interim del dicastero.

Intanto la vicenda delle dimissioni giunte a sorpresa domenica sta occupando gran parte del dibattito politico riattualizzando il tema del rimpasto di governo e quello del nuovo patto fra i partiti che lo sostengono.

Fra i principali interventi si segnalano quello del segretario del Pd Matteo Renzi, che lascia la palla del rimpasto a Letta e ribadisce di non ambire a posti per nessuno dei "suoi", e quello del vice premier Angelino Alfano, leader del Nuovo centrodestra, lo stesso partito della De Girolamo.

Una nota di palazzo Chigi aggiunge che Letta ha "convocato per questo pomeriggio i sottosegretari alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina e Giuseppe Castiglione".

Per Alfano il governo è ora più debole.

Il governo "certamente non ne esce rafforzato. Domani (oggi, ndr) affronterò questa questione con il premier", ha detto il ministro dell'Interno in una intervista pubblicata questa mattina da Repubblica.

DIMISSIONI AVVICINANO RIMPASTO. MA RENZI: NON MI INTERESSA

Secondo alcuni osservatori la vicenda avvicinerebbe quel rimpasto che Letta avrebbe voluto in concomitanza con il nuovo patto della sua maggioranza per rafforzare il suo esecutivo e adeguarlo alle varie vicende degli ultimi mesi: uscita di Forza Italia dalla maggioranza, peso della delegazione Ncd (ha quattro ministeri "forti"), divisione tra Scelta civica e Popolari per l'Italia (che ha ora tutta la delegazione centrista del governo), salita alla segreteria Pd di Renzi e nuovi rapporti di forza nel partito.

Ma è proprio Renzi a ribadire di non essere interessato al tema del rimpasto: "Parlo a nome del Pd e riteniamo che la questione sia di competenza del presidente del Consiglio", ha ribadito oggi da Firenze.

"Nel vecchio stile della politica era naturale per il segretario del partito andare a bussare alla porta" del governo che sostiene "e dire: che ci tocca? quali sono i nostri ministri? Oggi non siamo in queste condizioni, noi siamo diversi dalla vecchia politica: il nostro obiettivo non è togliere un ministro ad Alfano e mettere un ministro democratico o togliere un bersaniano e mettere un renziano. Questo giochino non ci appartiene e sarebbe un giochino molto triste", ha spiegato il sindaco di Firenze.

Renzi ha quindi concluso: "Massimo rispetto per chi decide di dimettersi, è una scelta che in italiana non fanno in tanti. Ma c'è la certezza granitica che non faremo discussioni da tempi della Prima Repubblica".

La questione rischia di ridare fiato a chi ha visto Renzi e Letta opposti nelle scelte politiche di questi giorni: Letta vorrebbe chiudere in tempi brevi rimpasto e nuovo patto, Renzi preferisce che prima si definisca l'accordo sulle riforme - a iniziare dalla riforma della legge elettorale, oggi alla prova degli emendamenti in commissione alla Camera - poi l'accordo sul governo.

DE GIROLAMO DOPO I CASI CANCELLIERI E IDEM

Il caso De Girolamo ha messo così in imbarazzo il già fragile esecutivo dopo la recente vicenda dei rapporti tra il guardasigilli Anna Maria Cancellieri e la famiglia Ligresti. Si tratta del terzo membro di spicco del governo che si dimette dopo il ministro dello Sport Josefa Idem - che ha lasciato in seguito ad una contestazione per motivi fiscali su un suo immobile - e il viceministro dell'Economia Stefano Fassina che ha sbattuto la porta in polemica con Renzi.

La De Girolamo ha detto ieri di aver deciso di dimettersi perché non si è sentita difesa a sufficienza dal governo e dal premier, a pochi giorni da una mozione di sfiducia nei suoi confronti - voto previsto il 4 febbraio - che avrebbe comunque spaccato la maggioranza lasciandola appesa a un filo.

La questione che ha fatto scoppiare lo scandalo riguarda in particolare la pubblicazione di una registrazione effettuata segretamente, nell'estate 2012, da un dirigente sanitario arrestato poi nel dicembre scorso, di una conversazione con De Girolamo e altri due manager della sanità pubblica sull'appalto di un bar nell'ospedale Fatebenefratelli di Benevento, nel suo collegio elettorale. La De Girolamo non risulta indagata a seguito di questo evento.

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