Dimissioni Luigi Di Maio, scoppia il caos nel governo: cosa succede ora

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Luigi Di Maio ha rassegnato le dimissioni da capo politico di M5s nella serata di mercoledì 22 gennaio 2020, dopo due anni e 4 mesi trascorsi alla guida dei cinque stelle. Con un gesto ironico (togliendosi la cravatta), Di Maio ha lasciato Roma assicurando a tutti che non si allontanerà dal partito, ma anzi sarà presente anche agli Stati generali previsti a marzo. Giuseppe Conte ha espresso rammarico per la scelta del collega; mentre dalle opposizioni rimarcano un “governo alle battute finali”.

Governo dopo le dimissioni Di Maio

Fiducia è la parola chiave del discorso tenuto da Luigi Di Maio per rassegare le sue dimissioni da capo politico di M5s: “Il governo – ha assicurato – va avanti”. Non la pensano allo stesso modo Giorgia Meloni e Matteo Salvini, secondo i quali “il governo è finito”.

Il leghista, in particolare descrive la situazione attuale: “Il ministro degli Esteri abbandona i Cinque Stelle al tracollo, Zingaretti annuncia lo scioglimento del Pd, Renzi litiga con tutti”. A Porta a Porta, inoltre, ribadisce: “Io non me la prendo con Di Maio che ha 33 anni ma con il signor Grillo che ha portato alla fine dei Cinquestelle, non so se per motivi politici o personali. Perché questa è la fine dei M5s“.

La leader di FdI, invece, esprime il suo commento via Twitter invocando nuove elezioni: “Assistiamo alle battute finali di un esecutivo fantoccio”.

“Un governo – prosegue ancora la Meloni – nato nel palazzo al solo scopo di non far decidere agli italiani da chi vogliono essere rappresentati. Fratelli d’Italia non ha alcuna intenzione di stare in silenzio: elezioni subito per dare alla nazioni un governo forte e coeso”.

Il commento di Giuseppe Conte

Giuseppe Conte, invece, accoglie con rammarico le dimissioni di Luigi Di Maio e con un messaggio su Facebook spiega che “la decisione di Di Maio non avrà alcuna ripercussione sulla tenuta dell’esecutivo e sulla solidità della sua squadra”. Inoltre, il premier accoglie “con doveroso rispetto” la decisione. Infine, chiarisce: “Con Luigi Di Maio continueremo a lavorare fianco a fianco fino al 2023”.

L’alleato Nicola Zingaretti (Pd) parla invece di una “scelta difficile che rispettiamo”. “Non mi permetto di interferire sulla vita interna del partito – aggiunge ancora -, mi dispiace perché si è avviato un processo politico. Per loro come per altre forze di maggioranza è arrivato il momento delle scelte, non si può governare tra avversari“.