Dimissioni Zingaretti, solo pochi fedelissimi sapevano

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Nicola Zingaretti, a quanto apprende l'Adnkronos, aveva anticipato le sue intenzioni di dimettersi solo a pochi intimi al Nazareno. Solo i fedelissimi sapevano. Una decisione, si spiega, frutto di un'esasperazione verso lo stillicidio quotidiano delle ultime settimane. E di fronte al logorio interno, il segretario avrebbe deciso di dire basta, di rompere "un assedio ingeneroso", di uscire da una "morsa" divenuta insopportabile.

Che sia io o un altro il segretario del Pd, non è questo il punto, ma ora tutti sono messi davanti alle loro responsabilità'ì, sarebbe stato il ragionamento, a quanto si riferisce. Il re è nudo. Quindi sono confermate le dimissioni che il segretario presenterà alla presidente dell'assemblea dem, Valentina Cuppi, come da Statuto. La mossa di Zingaretti, si assicura, non è stata una giocata di poker, una strategia per farsi riconfermare. "Nicola non ne vuole più sapere".

Ma tra i suoi si spera che la mossa del segretario suoni la sveglia a tutti e che l'assemblea lo rielegga. Del resto, si stanno moltiplicando le dichiarazioni in questo senso. Da Dario Franceschini: "Abbiamo sulle spalle non solo il destino del Pd ma una responsabilità più grande nei confronti di un Paese in piena pandemia. Il gesto di Nicola Zingaretti impone a tutti di accantonare ogni conflittualità interna, ricomponendo una unità vera del partito attorno alla sua guida". A Luigi Zanda che auspica l'assemblea respinga all'unanimità le dimissioni del segretario.

E poi ancora Andrea Orlando: "Occorre chiedere a Zingaretti unitariamente di ripensare la sua decisione. Il Pd in un momento così difficile ha bisogno di un riferimento affidabile per affrontare le sfide della fase che abbiamo di fronte". E quindi Goffredo Bettini: "La decisione di Nicola Zingaretti mi addolora. Ne comprendo le ragioni. Spero ci sia lo spazio per un ripensamento. Il Partito Democratico ha bisogno della sua onestà, passione e intelligenza politica".

E anche dall'area Fianco a Fianco arriva il sostegno con Graziano Delrio: "In un momento così grave e difficile per il Paese il Pd ha bisogno che Nicola, che ha sempre ascoltato tutti, rimanga alla guida del partito. Il dibattito interno è fisiologico e non deve essere esasperato. Ritroviamo insieme la strada".

Mentre, al momento, sono ancora silenti Base Riformista e l'area di Matteo Orfini tra le più critiche in queste settimane con Zingaretti e in prima linea nel chiedere il congresso anticipato. Sarebbero in corso delle riflessioni per valutare come reagire a una mossa, quella del segretario, che con l'annuncio via Facebook di oggi ha letteralmente colto di sorpresa tutti spiazzando dirigenti e parlamentari dem.