Diocesi di Milano centralizza acquisti parrocchie e risparmia 2 mln

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 16 dic. (askanews) - La Diocesi di Milano si è dotata di una centrale unica di acquisto risparmiando così, nel 2018-2019, oltre 2 milioni di euro. Lo si legge in una nota dalla quale si apprende che oltre la metà delle parrocchie ha aderito all'iniziativa. Queste pagheranno il prossimo anno il gas e la luce alla tariffa più bassa dal 2016, realizzando risparmi che variano dal 20 al 25%. Il risultato è stato possibile grazie a una gara di appalto lanciata lo scorso aprile, in un momento particolarmente favorevole per gli acquirenti grazie al crollo del costo dell'energia. Tra le 11 società che avevano i requisiti per partecipare, due si sono aggiudicate l'appalto dei 5mila contatori che il Gruppo controlla, offrendo il prezzo migliore e permettendo alle parrocchie di bloccarlo per tutto il 2021.

"È la prova che l'unione fa la forza - commenta in una nota Daniele Ferrari, amministratore unico del Gad -. Se le parrocchie invece di contrattare singolarmente con i vari gestori, si mettono insieme e si fanno rappresentare da un solo soggetto, possono spuntare prezzi più vantaggiosi e dedicare le risorse liberate agli scopi pastorali". Nato nel giugno del 2017 per volere della Diocesi di Milano, il Gad è cresciuto nel tempo. Attualmente si affidano al Gruppo oltre 600 parrocchie (più della metà di quelle presenti in Diocesi) e un centinaio di realtà tra scuole, enti e fondazioni di natura ecclesiale: numeri in costante crescita.

Per loro conto, salvaguardandone l'autonomia decisionale, il Gad stipula contratti con società di servizio in diversi settori: gas e luce, telefonia, ristorazione e stampanti-multifunzioni. Recentemente è stato anche stipulato un accordo quadro per i servizi anti-incendio. Il risparmio complessivo per le realtà associate al Gad è stato nel periodo 2018-2019 di 2 milioni di euro. "I beni che la parrocchia possiede, la chiesa, l'oratorio, gli spazi per gli incontri dove si svolge la socialità, assorbono molte risorse - osserva Ferrari -. Nei mesi del lockdown, con la sospensione delle Messe, molti parroci hanno dovuto fare i conti anche con una riduzione delle offerte che in taluni casi è stata drastica. Nello stesso tempo sono aumentate anche le richieste di aiuto da parte di famiglie che hanno perso il lavoro o subito forti riduzioni di reddito".