Direttore Eco di Bergamo: "Ogni giorno 11 pagine di necrologi, bollettino guerra"

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di Silvia MancinelliUndici pagine di necrologi ogni giorno. Quando il bollettino della 'battaglia' è più clemente, il numero scende a otto. Ma tant'é. A dare il senso della guerra che l'Italia sta combattendo ormai da febbraio contro il coronavirus è lo spazio 'usurpato' alle altre pagine dell'Eco di Bergamo dagli annunci mortuari nelle ultime due settimane. Se si considera che la media, prima dell'emergenza, era di due, massimo tre pagine al giorno dedicate ai necrologi, il paragone è un pugno allo stomaco. "E' un dramma - commenta all'Adnkronos Alberto Ceresoli, direttore dello storico quotidiano locale che il 1 maggio prossimo compirà 140 anni - Sono i nostri grandi vecchi che se ne vanno". 

"I necrologi sono per noi un servizio alla città e una larghissima parte di lettori apprezza. Sono pagine che si leggono con attenzione, la fetta più anziana di popolazione bergamasca inforca gli occhiali per non perdere un annuncio. La cosa mi angoscia molto - dice il direttore - ci sto pensando da diversi giorni, molti figli di queste persone in là con gli anni mi scrivono che sfogliare tutte quelle pagine 'scure' gli mette lo sconforto. Mi hanno chiesto di raggrupparle tutte in fondo. Mi sto interrogando sul da farsi, ma non è semplice. Stamattina mi ha scritto un altro lettore ancora, suggerendomi al contrario di render visibili le pagine dei necrologi online, gratis, per una questione di rispetto per quanti ci stanno lasciando senza nemmeno la cerimonia funebre".  

"Qui la situazione è drammatica, la zona rossa avrebbero dovuto decretarla da subito, è partita un' epidemia pazzesca di cui stiamo pagando care le conseguenze. Anche qui in redazione abbiamo avuto un caso positivo, da due settimane sono quasi tutti a casa, ad eccezione di una piccola pattuglia a guidare il tutto. Nell'ultima settimana tra le 9 e le 11 pagine del nostro giornale sono state di necrologi. La situazione a Bergamo è davvero grave. E' un bollettino di una guerra che mi auguro finisca il più alla svelta possibile. I nostri grandi vecchi che se ne vanno - ripete commosso Ceresoli - Raggrupparli tutti mi sembra anche peggio, ma trovare una soluzione che eviti lo sconforto è difficile".