Diritti LGBTQ, la situazione in Italia

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Diritti LGBTQ, la situazione in Italia (Getty Images)
Diritti LGBTQ, la situazione in Italia (Getty Images)

Alla senatrice Monica Cirinnà si deve la legge sulle unioni civili in Italia, a lungo considerata tra gli ultimi Paesi in Europa Occidentale per i diritti delle coppie omosessuali. Si tratta di un enorme passo in avanti che fa da apripista per nuove leggi ancora da scrivere. Vediamo quali sono le aree di intervento di questa legge e quali sono i prossimi passi da compiere.

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Cosa prevede la legge sulle unioni civili del 2016

Entrata in vigore il 5 giugno del 2016, la legge Cirinnà prevede la regolamentazione delle coppie omosessuali attraverso un'unione civile. Si tratta di una "formazione sociale specifica", stipulata di fronte all'ufficiale di Stato e registrata nell'archivio dello stato civile, che non è equiparata a un matrimonio.

Quali sono le differenze con il matrimonio

Pur rispettando quasi tutti i diritti e doveri derivati dalle nozze, le persone unite civilmente non sono obbligate alla fedeltà e non possono adottare dei figli, né ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.

Un'altra importante differenza rispetto ai matrimoni tradizionali, è che per sciogliere definitivamente l'unione civile è richiesto un periodo di separazione di soli 3 mesi a fronte dei 6-12 mesi necessari per i matrimoni eterosessuali.

In caso di malattia o morte del partner unito civilmente, infine, l'altro ha il diritto di continuare a vivere nella stessa casa soltanto per un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni.

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Come viene regolamentata l'adozione

Nel testo della legge Cirinnà è stata eliminata la possibilità di adozione del figlio del coniuge (detta Stepchild), ma i giudici hanno finora avuto la consuetudine di autorizzare l'adozione all'interno delle famiglie arcobaleno per alcuni casi specifici, grazie a una norma che prevede l'adozione di un minore "quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo".

Quali sono i prossimi passi da compiere

Dopo la legge sulle unioni civili, il prossimo importante passo per le famiglie arcobaleno è affrontare con una legge dedicata il tema dell'adozione e della procreazione assistita. Ma non è l'unica tessera mancante del puzzle.

In Italia, infatti, manca una legge per punire i reati d'odio come l'omofobia e la transfobia (bocciato lo scorso autunno in Aula il ddl Zan). Secondo i dati di Gay Help Line, nel nostro Paese ci sono 50 vittime al giorno per omotransfobia e 400 casi l'anno di maltrattamenti in famiglia ai danni di persone omosessuali.

La battaglia contro ogni forma di discriminazione è uno dei motivi che spinge i partecipanti ai Pride di tutta Italia a scendere in piazza e a far sentire la loro voce, per far sì che nessuno sia più vittima di episodi di bullismo e di violenza a casa o sul luogo di lavoro.

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