Serie A, prosegue stallo su diritti tv, nuovo tentativo con fondi

di Elvira Pollina
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Il logo Serie A a Milano

di Elvira Pollina

MILANO (Reuters) - Ancora nessuna decisione da parte della Lega Serie A sull'assegnazione dei diritti televisivi nazionali per le stagioni 2021-2024 all'odierna assemblea cui hanno partecipato le venti squadre del massimo campionato italiano di calcio.

"Le società proseguiranno la valutazione delle offerte ricevute dagli operatori della comunicazione in una nuova assemblea, prevista per la prossima settimana", si legge in una nota della Lega.

Nove i club astenuti, dieci quelli che hanno votato a favore dell'assegnazione della maggior parte delle partite (7 su 10 a giornata) a Dazn, mentre una squadra (il Cagliari) non ha partecipato al voto, spiegano due fonti che hanno preso parte alla riunione, tenutasi in videoconferenza.

Dazn ha offerto 850 milioni a stagione per l'acquisizione di tutte le 10 partite da trasmettere sulla propria app di streaming, di cui 740 milioni per un pacchetto di 7 partite su 10 in esclusiva, secondo quanto riferito da più fonti nei giorni scorsi.

Sky, che attualmente trasmette 7 partite su 10 in esclusiva, ha offerto 750 milioni di euro per assicurarsi la possibilità di trasmettere tutti i match della Serie A sul satellite e sul digitale terrestre, sempre secondo quanto riferito da più fonti.

Per procedere all'assegnazione occorrono 14 voti favorevoli. Le offerte scadono il 29 marzo.

Nei prossimi giorni il comitato preposto all'operazione private equity e l'AD della Serie A Luigi De Siervo incontreranno il consorzio dei fondi composto da Cvc, Advent e Fsi "per negoziare l'ultima migliore proposta da sottoporre all'attenzione delle società", si legge nella nota della Serie A.

A novembre il consorzio aveva messo sul piatto 1,7 miliardi di euro per acquisire il 10% in una futura media company chiamata a gestire i diritti tv della Serie A, ma la finalizzazione dell'operazione è stata ripetutamente rimandata.

Sette club, tra cui Juventus, Inter, Lazio e Napoli, si sono dichiaratamente espressi contro il progetto, facendo mancare la maggioranza necessaria per approvarlo.

La divergenza di vedute tra i club sull'ingresso dei fondi nel capitale nella media company, visto con favore da un gruppo di nove squadre, tra cui la Roma, è stato uno dei fattori che ha portato allo stallo sull'assegnazione dei diritti tv.

Divergenze che non appaiono essere sanate. Una delle fonti spiega che il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, già membro del comitato che per mesi ha dialogato con i fondi, non darà la propria disponibilità a partecipare ad una nuova interlocuzione.

Sul fronte dei diritti internazionali, infine, l'assemblea ha dato mandato all'AD, affiancato da una commissione, di proseguire una fase di trattative private sulle offerte ricevute.